Presentata nel 2001 univa le 2 anime della Casa giapponese, quella automobilistica e quella motociclistica

Il cuore di Suzuki è diviso in 2: da una parte le auto e dall’altra le moto. Due ventricoli separati che mai si incontrano e vivono storie separate. Come in ogni regola però non è mancata l’eccezione e in questo caso il suo nome era Suzuki GSX-R/4, una piccola roadster con forme da fumetto e poggiata su immensi cerchi in lega da 20” che nascondevano un grande segreto: il 1.3 4 cilindri di sua maestà la Suzuki GSX-R Hayabusa. Una bestia da 173 CV capace di inerpicarsi fino a 11.000 giri che avrebbe potuto forse dare vita all’arma definitiva per la pista. Purtroppo non è andata così.

Inizio millennio

La Suzuki GSX-R/4 nasce nel 2001 come mero esercizio di stile e tecnica, con il chiaro intento di non farla mai diventare un’auto di serie né tantomeno un qualcosa dal quale partire per lanciare un’inedita auto con motore da moto. Lunga 3,55 metri, larga 1,73 e alta appena 1,01, con passo di 2,45 metri, la roadster giapponese doveva prima di tutto soddisfare un requisito indispensabile: pesare poco. Un maniacale mantenimento del peso ottenuto grazie a un telaio in alluminio e carrozzeria ridotta ai minimi termini. Non solo mancava il tetto ma anche il parabrezza, per lasciare posto a 2 minuscoli deflettori. L’abitacolo, pensato per 2 persone, era anche lui ridotto ai minimi termini ma non rinunciata a stile e tecnologia, con un monitor al centro della plancia. Stile unito a tecnica da auto da corsa, come le sospensioni pushroad a vista e di chiari riferimenti al mondo delle 2 ruote, specialmente in abitacolo. Risultato: 640 kg di peso, 140 kg in meno rispetto a una Lotus Elise e rapporto peso potenza di 3,59 k/CV. Al contrario dell’inglese però il cambio non era manuale ma un sequenziale 6 rapporti, anche lui di derivazione motociclistica.

Corre su Gran Turismo

Portata qua e là in alcuni saloni dell’auto del 2001 la Suzuki GSX-R/4 fece sognare qualche appassionato per poi tornare alla base e finire chissà dove. La roadster giapponese col tempo si è però presa una piccola rivincita col destino, rinascendo in forma elettronica grazie a Sony che l’ha trasportata sulle piste virtuali da Gran Turismo 4 in avanti, dove può toccare i 290 km/h di velocità massima e confrontarsi con supercar di ogni tipo e forma.

Fotogallery: Suzuki GSX-R/4 concept