USA e Cina minacciano tasse sulle importazioni con pesanti ricadute sul settore automotive

Lo scontro dei dazi fra USA e Cina può avere pesanti ripercussioni sull’auto. Gli States impongono tasse sulle importazioni, adducendo come giustificazione le pratiche commerciali ingiuste da parte della Cina. Trump inveisce contro la globalizzazione, che danneggerebbe la sua “America first”. Washington ha pubblicato un elenco di 1.300 prodotti cinesi su cui intende imporre dazi del 25% per un valore complessivo di importazioni cinesi di 50 miliardi di dollari l'anno. Pechino ha reagito con una rappresaglia, proponendo dazi del 25% su 106 tipi di articoli USA di identico valore. E comunque la Cina intende rivalersi contro gli USA davanti all'Organizzazione mondiale del commercio (WTO): considera i dazi di Trump illegali. Limitatamente alle Case automobilistiche, andiamo ad analizzare chi ci perde.

USA contro Cina: Tesla

Come reazione ai dazi di Trump, la Cina vuole colpire pure le esportazioni americane di auto. Nel mirino ci finisce inevitabilmente Tesla. Già oggi, come tutti i Produttori USA, (prima delle misure di Trump) paga un dazio del 25% per vendere in Cina. Una sovrattassa ulteriore andrebbe a far calare i numeri ottenuti nel 2017: la Casa di Elon Musk ha venduto 14.883 veicoli in Cina, ossia il 3% delle auto elettriche immatricolate nel Paese del Dragone. Nei primi due mesi del 2018, circa 36.000 veicoli sono stati importati dagli USA, comprendendo nel conteggio Tesla, Lincoln e Mustang. Solo a febbraio 2018, la Cina ha importato 2.323 mezzi elettrici dagli States: di questi, ben 2.160 sono Tesla.

USA contro Cina: General Motors e Ford

Ma cosa può cambiare invece per General Motors? È vero che la maggioranza dei suoi modelli venduti in Cina viene assemblata nella Repubblica Popolare: pertanto, non c’è nessun dazio su nessuna importazione. Tuttavia GM ha diffuso una nota in cui invita le parti a trovare una soluzione amichevole che non danneggi l’interdipendenza tra i due mercati. Ford potrebbe essere invece colpita, dal momento che esporta in Cina 80.000 Lincoln l'anno; meno preoccupante la situazione in merito alla Focus, che ha intenzione di produrre in una fabbrica cinese e in Michigan.

USA contro Cina: batterie elettriche salve

Aggiungiamo che, controllando la lista dei dazi imposti da Trump, non ci sono le batterie elettriche: niente tasse su una componente fondamentale per le Case americane che si stanno convertendo all’auto a corrente pure o alle auto ibride.

USA contro Cina: BMW, Mercedes, Volkswagen

Cosa c’entrano BMW e Mercedes nella lotta USA contro Cina? Semplice. BMW e Mercedes costruiscono anche negli Stati Uniti (specie i SUV), e da qui esportano nel mondo, anche in Cina. Se i dazi cinesi colpiscono chi produce in USA, allora danneggiano pure BMW e Mercedes. A nulla conta il fatto che siano tedesche. Si guarda alla nazione da cui arrivano i prodotti (le auto, in questo caso), e non alla nazionalità del Produttore. BMW ha uno stabilimento a Spartanburg, nella Carolina del Sud; mentre la Mercedes ha una fabbrica a Vance, in Alabama. Per il 2018, prevede Automotive News, le due Case venderanno poco più di 100.000 veicoli in Cina provenienti dagli Stati Uniti: 64.000 SUV BMW (inclusi i modelli X4, X5 e X6) e 51.000 Mercedes (fra GLE, GLS e R). Siamo a un valore di circa 7 miliardi di dollari. Discorso in parte diverso per Volkswagen, che ha uno stabilimento nei pressi di Chattanooga, in Tennessee, e lì viene prodotta la Passat e il nuovo SUV full-size Atlas. Ma VW ha delocalizzato in Cina: produce qui e non può essere colpita dai dazi di Pechino. D’altronde, VW parla sempre più cinese, essendo il Paese della Grande Muraglia il primo mercato mondiale per Wolfsburg.

Un bel caos

Comunque, la guerra dei dazi sta creando un caos notevole. Basti dire che il settore automotive tedesco nel 2017 ha esportato 494.000 veicoli negli USA (il 25% in meno rispetto al 2013), mentre ha prodotto 804.000 auto negli States. Una confusione che riguarda anche i 36.500 addetti diretti nelle fabbriche BMW e Mercedes; più altri 80.000 che lavorano nell’indotto.

USA contro Europa: tutto fermo

Il secondo versante caldo vede gli USA contro l’Unione Europea: è tutto fermo, si sta contrattando. Il presidente Donald Trump blocca i dazi ai danni degli europei che esportano negli Stati Uniti, a patto che l’Europa abbassi a sua volta determinate tasse. Per dirla con una metafora molto cruda, Trump minaccia l’Europa: la spada di Damocle scompare se il Vecchio Continente va incontro all’America.