L’amministratore delegato di PSA mette in guardia da futuri pericoli

Un importante Costruttore europeo potrebbe essere messo in ginocchio dalle multe per le emissioni di anidride carbonica: è l’allarme lanciato dall’amministratore delegato di PSA Peugeot Citroën, Carlos Tavares durante un convegno organizzato da “Le Journale de l’Auto”. Il manager vede le sanzioni contro le Case come un “cavallo di Troia”: un acquirente cinese può approfittare della situazione di difficoltà dei Produttori del Vecchio Continente per comprare le aziende deboli. Intervenendo con capitali ingenti e la propria tecnologia di veicoli elettrici. Lo stesso gruppo transalpino (per il 12,2% in mano alla cinese Dongfeng Motor) ha appena annunciato la creazione di una business unit dedicata alle macchine a corrente. Infatti, gli obiettivi di CO2 2020 dell’Unione Europea difficilmente verranno centrati. Il numero uno del gruppo PSA (nonché presidente dell’Acea, l'associazione europea delle case produttrici in Europa) evidenzia quindi i pericoli di scalate ostili per le Case europee derivanti dalle sanzioni UE, in un momento delicato per il settore automotive come l’attuale, con la guerra commerciale  USA-Cina di cui non si conoscono gli esiti.

I target

Per la salvaguardia dell'ambiente e della salute delle persone l'Unione Europea ha imposto alle Case auto un limite alle emissioni di CO2 allo scarico. Dal 2020, i Costruttori dovranno avere una gamma di modelli con emissioni medie di CO2 comprese entro il limite dei 95 g/km. Per chi supererà questo limite sono già pronte le multe a partire dal 2021.

La questione diesel

Sullo sfondo, c’è il problema dei motori a gasolio in tutta Europa, esploso col Dieselgate di settembre 2015: perfino i tedeschi pare le desiderino di meno. Una questione che riguarda tutto il Vecchio Continente (nonché le altre aree del pianeta): tutti i mercati ne risentono. Perfino la culla del diesel: la Germania. Il mese scorso è stato da dimenticare soprattutto per le auto con motore a gasolio, in flessione del 25%, a fronte del +9% fra quelle con motore a benzina. Va detto che ha pesato una sentenza del tribunale amministrativo federale di Lipsia: permetterà ai singoli comuni di imporre divieti alla circolazione senza attendere il via libera dal Governo centrale. Questa decisione potrebbe tradursi in blocchi del traffico più rigidi ed estesi per le auto a gasolio.

Quale futuro?

Comunque, fra previsioni sui propulsori a gasolio e Case - per esempio Mercedes - che lo difendono, la ricerca sul motore diesel non si ferma: un gruppo di studiosi e accademici britannici ha messo a punto un sistema per ridurre quasi a zero gli ossidi di azoto nelle emissioni. Insomma, non è detto che il diesel sia il passato, tanto che al Salone di Ginevra, in mezzo a tante proposte elettriche, si è avvertita un’aria di riscatto per le vetture a gasolio. Lo stesso Matthias Müller, il numero 1 al mondo di VW, si è spinto a dire: “Fra non molto tempo, il motore a gasolio conoscerà una ripresa, grazie alla sua efficienza e grazie alla consapevolezza che i motori moderni sono ecologici”.