La wagon tedesca ha linee più dinamiche e filanti. Promette anche tanto spazio a bordo, a partire dal baule

Per uno stilista non è facile disegnare una station wagon lunga poco meno di 5,00 metri spaziosa e slanciata allo stesso tempo. Non per altro l’Audi ha scelto di cambiare approccio rispetto a quanto fatto sinora, tracciando le linee della nuova A6 Avant in parallelo con la berlina e non più dopo com’è avvenuto fino ad oggi. Non si tratta di una rivoluzione, ma il cambiamento è significativo e ha “fatto bene” alla wagon, che appare filante e slanciata pur avendo un baule molto generoso, da sempre una prerogativa delle Audi famigliari: il costruttore dichiara da 565 a 1.680 litri, quanto basta per le esigenza di una famiglia con bambini. La casa dei Quattro Anelli ci ha parlato di questa e altre novità nel corso di una presentazione in anteprima, dove ci ha mostrato l’auto con grande anticipo rispetto alla presentazione di oggi.

Il segreto è nella cornice

La nuova generazione della wagon è basata sulla nuova Audi A6 a quattro porte (mostrata per le prima volta a inizio marzo) e ne riprende la meccanica costruttiva MLB Evo e anche le dimensioni, a partire dalla lunghezza di 4,94 metri. Anche lo stile è per la gran parte identico, molto più di quanto non lo fosse sulla vecchia generazione, dal momento che la berlina e la Avant sono state disegnate allo stesso momento e sono identiche davanti e fino alla metà del tetto. La Avant quindi non è più derivata dalla berlina ma è una vettura pensata allo stesso momento. Ciò ha permesso ai tecnici di riprendere dalla A6 anche le portiere posteriori, mentre il padiglione è più orizzontale che in passato (il baule è più spazioso). Per dare vivacità alla fiancata è stata curvata molto la cornice dei vetri laterali, ci hanno raccontato gli stilisti, che sono riusciti ad integrare meglio i fanali nel portellone.

Tre schermi e tanta tecnologia

La A6 Avant eredita dalla berlina anche la plancia, dotata delle stesse tecnologie viste sulle A8 e A7 Sportback: a pagamento sono ordinabili il quadro strumenti digitale da 12,3” e due schermi nella consolle centrale, uno da 10,1” per il sistema multimediale e l’altro da 8,6” per il climatizzatore. Una soluzione del genere è molto futuribile e scenografica, ma costringe a distogliere gli occhi dalla strada anche per i comandi più veloci (come la regolazione dei flussi dell’aria). A pagamento sono disponibili anche i fari a LED con funzione matrix (si spengono per non abbagliare chi arriva in direzione opposta), le più moderne tecnologie di assistenza alla guida e l’impianto stereo Bang&Olufsen con 15 altoparlanti, dotato però di un subwoofer che ruba spazio nel bagagliaio. Ciò vale anche per le versioni con il sistema ibrido alimentato da una batteria a 48 volt, prive del doppiofondo.

Con il mild hybrid migliorano i consumi

I motori V6 sono dotati infatti di un sistema cosiddetto mild hybrid, che si avvale di una batteria supplementare (oltre a quella da 12 volt per l’accensione) e di un piccolo motore elettrico da 16 CV. Grazie ad esso la A6 Avant è in grado di riprendere velocità con maggior decisione e può scollegare il cambio automatico fra 55 e 160 km/h, quanto basta secondo la casa tedesca per tagliare i consumi fino a 0,7 l/100 km. Il sistema mild hybrid è in grado inoltre di far attivare lo start&stop già a partire da 22 km/h. I motori sono il benzina V6 3.0 TFSI da 340 CV e 3 diesel: il 4 cilindri 2.0 TDI da 204 CV e il V6 3.0 TDI da 231 o 286 CV. Il benzina e il 2.0 TDI adottano il cambio automatico doppia frizione S tronic a 7 rapporti, mentre i V6 TDI sono dotati dell’automatico Tiptronic 8 rapporti con convertitore di coppia. La trazione è integrale, del tipo inseribile sulla 2.0 TDI e permanente sulle altre.

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