Il presidente USA attacca la Cina. Ma poi c’è un riavvicinamento con Xi Jinping

Trump scatenato su Twitter. Al di là di uno dei più recenti cinguettii, che sta suscitando polemiche (“Le bombe sulla Siria sono piacevoli”), in precedenza il presidente USA ha gettato benzina sul fuoco della guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina: “I dazi cinesi sulle auto dagli States sono stupidi”. Trump lamenta dazi troppo alti in Cina per le importazioni di vetture: il 25%. E fa un confronto con i dazi che i cinesi pagano per esportare in USA: il 2,5%. Sono percentuali che fanno un certo effetto dal punto di vista mediatico nei tweet del numero uno americano: 25% contro 2,5%. È il “commercio stupido, andato avanti per anni” cui fa riferimento il presidente degli States.

La risposta di Xi Jinping

Poche ore dopo il tweet dell’inquilino della Casa Bianca, il presidente cinese, Xi Jinping, in un passaggio del suo discorso di apertura al forum di Boao sull'isola cinese di Hainan, ha fatto una promessa: “Tasse della Cina significativamente più basse per le importazioni di auto” nel Paese del Grande Dragone. Tutto questo rientra nell’elenco dei quattro propositi per le aperture del sistema nella "nuova era" del socialismo con caratteristiche cinesi, da lui stesso inaugurata lo scorso anno. A questo punto, occorre vedere che cosa intenda Xi Jinping per “dazi significativamente più bassi”. Perché “significativamente” può voler dire tutto e nulla: di quanti punti percentuali potrebbero scendere le tasse cinesi sulle auto made in USA? Fra l’altro, il presidente cinese non è sceso nei dettagli e non ha mai menzionato né Trump né gli Stati Uniti. Né tantomeno e la guerra commerciale Washington-Pechino.

Nessuna guerra fredda USA-Cina

Xi Jinping ha promesso nuove aperture del sistema cinese, definendo "fuori posto" la mentalità da guerra fredda che serpeggia oggi: "Solo lo sviluppo pacifico e la cooperazione porteranno risultati win-win”. Ossia, se due Paesi collaborano, vincono entrambi. “L'apertura porta al progresso”, pensa il presidente cinese, “mentre la chiusura porta alla reclusione". La metafora di Xi Jinping è semplice: “La porta non si chiuderà e sarà sempre più aperta”.

La controreplica di Trump

Il presidente Trump ha subito commentato le aperture del presidente cinese via Twitter: “Very thankful for President Xi of China’s kind words on tariffs and automobile barriers”. Pertanto, un ringraziamento al presidente cinese che parla di abbassamento dei dazi sulle auto, che sono protagoniste assolute della vicenda. “Also, his enlightenment on intellectual property and technology transfers. We will make great progress together”. Apprezzamenti anche sulle aperture in materia di proprietà intellettuale. Ma soprattutto: “Faremo grandi progressi insieme”. Insomma, la conferma che non dovrebbe esserci nessuna guerra fredda USA-Cina.

Distensione USA-Cina, in un momento cruciale

Parole di distensione fra i due colossi economici e militari, USA e Cina. Questo, mentre il presidente americano pare intenzionato a intervenire in Siria per (dice) l’attacco chimico sulla popolazione di Douma dei giorni scorsi (cento morti, mille feriti). Assad e Russia negano l’uso di gas sui civili, ma Trump ha deciso di puntare contro la Siria i propri missili: “La Russia e l’Iran sono responsabili per il sostegno all’animale Assad. Ci sarà un alto prezzo da pagare”. Per Trump i rapporti fra Stati Uniti e Russia sono “peggiori che durante la guerra fredda”.