All'interno del cantiere dell' ePrix d'Italia: come è stato realizzato, le reazioni dei cittadini e il ruolo dell'amministrazione.

Roma non è stata costruita in un giorno. Anzi, la sua storia vive nei millenni. Roma è fusione di culture e società, ponte perfetto tra passato e futuro, anche per il mondo dell'auto e delle competizioni, grazie all'arrivo di quel circo itinerante chiamato Formula E. Paragone azzardato? In realtà no. Nella città del Colosseo, capace di realizzare scontri navali o repliche di grandi battaglie all'interno proprio dell'Anfiteatro Flavio, l'approdo della Formula elettrica è un vero e proprio Evento. Roma mostra il suo lato meltin pot, in un circolo virtuoso in cui l'EUR, fiore all'occhiello di Giuseppe Bottai nel 1935, diviene declinazione indispensabile.

Il circuito dell'Eur

L'EUR come anima della Formula E: non potrebbe essere altrimenti. Perché quel quartiere voluto per l'allora Esposizione Universale non è la Trastevere dei vicoli stretti e dettati dai Sampietrini, non è il Colosseo o i Fori Imperiali. Era la rappresentazione della magnificenza, con strade come la Cristoforo Colombo o elementi divenuti iconici come Palazzo dei Congressi o l'Obelisco. Il suo presente, non a caso, ha un'estrazione professionale, con i suoi palazzi e uffici. E l'aria che si respira in questi giorni, è quella del grande evento, capace di creare qualche disagio certo, ma figlio di un progetto che vuole promuovere la via dell'elettrico inserendosi in maniera sostenibile, virtuosa e non invasiva, in una realtà cittadina che deve beneficiare dell'approdo di questo circo itinerante anche quando viene concluso.

Disagi sostenibili

Un pino secolare che viene attorniato dalle tribune dell'ePrix è un quadro perfetto catturato di come sia stato pensato e realizzato un evento cosi imponente e sostenibile, virtuoso e ben accolto, percepito fortemente mentre passeggiavamo per quello che sabato diverrà il circuito della Capitale, cercando di captare anche le reazioni di chi ha vissuto la trasformazione del quartiere. "E' vero, qualche disagio con questi lavori è arrivato, ma se mi chiedi di rinunciare all'ePrix il prossimo anno, la mia risposta è assolutamente no; è un boost importante per il quartiere e la città intera". Eccolo quel circolo virtuoso che ha comportato anche sviluppi a margine dell'evento in se, come la bonifica del prato e delle aree verdi dove viene sviluppato l'evento, la riapertura del sottopasso della Cristoforo Colombo, grande arteria della Capitale, chiuso da oltre 15 anni, ma anche la realizzazione di nuovi allacci elettrici.

Il ruolo del Comune

La Capitale dunque sembra essersi fatta trovare pronta allo sbarco della Formula E, e non solo dal punto di vista dei cittadini, ma anche delle istituzioni nell'aiutare la macchina organizzativa. Una fonte dell'Organizzatore ci ha rivelato come ci sia stato grande trasporto e aiuto da parte degli uffici del Comune, fin dallo studio di fattibilità del progetto, iniziato nell'ottobre del 2016, financo con l'inizio dei lavori di giugno 2017. Lavori che, tra realizzazione di un asfalto apposito per l'ePrix e la creazione di una struttura portante a sostegno, hanno mostrato un lato più limpido, sotterrando dietrologie e spegnendo qualsiasi polemica sul nascere. Le gare d'appalto per quanto concerne la stesa dell'asfalto, tanto per riferire un esempio, sono state eseguite in maniera scientifica, e seguita dallo stesso direttore del circuito. La stessa posa dei New Jersey per realizzare concretamente il layout del circuito, in quei 2,8 chilometri, è stata realizzata in Italia; New Jersey che rimarranno, oltretutto, stipati in vista del prossimo ePrix.

Sfida accolta

Roma ha deciso di mettersi in corsa, e l'interesse da parte del pubblico sembra esser vivo e sincero, positivo ed anche eterogeneo: un'iniezione di fiducia per il mondo dell'automobile, da tempo relegato a involucro complicato per appassionati. Nelle vie della capitale si torna a parlare di elettrico, di mobilità, di gare automobilistiche, di eventi di caratura mondiale. E quel messaggio virtuoso che vuol far passare l'organizzazione, evidentemente sta facendo breccia. Nonostante una campagna di comunicazione volutamente non troppo invasiva, e una registrazione complicata, i 40.000 posti a disposizione sono andati esauriti in poco tempo.

Veni, vidi, vici dunque? Se la Formula E riuscirà a colpire nel segno fino in fondo la Città Eterna, questo lo si capirà solo dopo l'evento, dopo quella gara che sarà momento culmine del fine settimana. Per il momento però, Roma e i romani sembrano aver voluto dar fiducia alla grande circo iridato della Formula E.

Fotogallery: Rome ePrix 2018: circuit work