Lui è Luca Borgogno direttore del design del nuovo brand e anche colui che ha il compito di creare l'hypercar elettrica da 400 km/h

Progettare da zero un'auto, che sarà la prima di un brand che a sua volta debutta come costruttore di hypercar elettriche di lusso, non deve essere un'impresa facile. Ma l'entusiasmo di Luca Borgogno, capo del design di Automobili Pininfarina la fa apparire quasi "possibile". Lo abbiamo incontrato subito dopo la presentazione ufficiale del marchio.

Motor1.com: Come hai accolto questo progetto? Avere la responsabilità di creare qualcosa di esclusivo e la prima auto al mondo che porterà un nuovo brand sul cofano è una bella responsabilità, ma vediamo che sei entusiasta.

Luca Borgogno: Premesso che sto vivendo un momento misto di entusiasmo e preoccupazione. Devo dire che io mi sento sempre con un ragazzino di dieci anni che disegna macchine. Per me quindi questa nuova avventura è qualcosa di estremamente eccitante. Anche se ho già disegnato altre hypercar sia che si trattasse di concept sia di vetture di produzione come la Sergio, la New Stratos e molti progetti one off per Ferrari.

 

M1: Questa hypercar è elettrica. Alcuni tuoi colleghi dicono che con le auto elettriche si è più liberi di esprimersi. C’è differenza dunque rispetto a disegnare un’auto a motore termico?

LB: Sì è molto diverso rispetto a disegnare una vettura “classica” poiché parti da una base, che chiamiamo layout, meccanica completamente diversa. Dire che ti dia più libertà o che sia più facile però non so se corrisponda alla realtà. Quello che è vero è che lavorando sull’elettrico ho altri punti di riferimento a partire dalle batterie o dal posizionamento del motore. La cosa bella e "sfidante" è proprio questa: partire da un pianale nuovo e creare qualcosa di altrettanto bello.

 

M1: Da dove si parte quindi per disegnare un’hypercar elettrica?

LB: Sicuramente gli elementi di cui si deve tenere più conto sono come detto il powertrain e la posizione delle persone all’interno. Nel caso dell’elettrico queste due cose vengono rivoluzionate rispetto a quanto accade nelle auto con motori a combustione dunque hai altre possibilità che ti si aprono e hai altri elementi con cui "giocare". Diciamo che è sempre qualcosa di stimolante, ma in questo caso lo è di più.

 

M1: A proposito di elementi. Tutto quello che riguarda i powertrain elettrici è più piccolo, quindi si ha più spazio?

LB: Questo non è assolutamente vero perché, per esempio, il powertrain è composto sì dal motore che effettivamente è più piccolo, ma abbiamo anche le batterie che sono enormemente più grandi dell’equivalente nel motore termico, vale a dire il serbatoio. E questo influenza molto le proporzioni, anche perché se si vogliono avere delle prestazioni come quelle che abbiamo stabilito per la nostra hypercar non possiamo considerare pacchi batterie “piccoli”.

 

M1: Parlando di elementi è lecito pensare che potrebbero essere utilizzati materiali che rappresentano lo stato dell’arte e magari anche qualcosa di nuovo, di inedito?

LB: Stiamo lavorando con materiali assolutamente allo stato dell’arte e anche sviluppando, con alcuni fornitori, delle tecnologie altrettanto innovative. Chiaramente non posso dire di più a questo punto del progetto, ma al prossimo “giro” alcuni dettagli saranno svelati. Non si tratta di attendere molto, i primi disegni li abbiamo diffusi, sono dei teaser, delle preview, anche perché la vettura non è ancora totalmente definita e c’è ancora tanto da lavorare. Poi nel 2019 a un salone dell’auto presenteremo il prototipo e nel 2020 il modello finale.

 

M1: Cosa ci puoi dire in più su quest’auto? Sarebbe corretto definirla una "motore centrale"?

Posso solo dire che è un’hypercar. Anche in questo caso parlare di motore centrale non è esatto anche se esteticamente potrebbe ricordare un modello di questo genere. Non abbiamo un family feeling di brand a cui ispirarci, perché Pininfarina non ha mai costruito vetture, ma abbiamo dalla nostra 80 anni di tradizione nel design e tre linee guida che sono l'innovazione, la purezza e l’eleganza. Sulla base di queste tre parole chiave stiamo sviluppando un progetto del tutto nuovo che dovrà però comunicare la sua essenza elettrica, la sua natura di hypercar e l'appartenenza al mondo del lusso.

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