Sì alla sperimentazione su strada delle vetture robot, anche nel nostro Paese

Via libera alla circolazione sperimentale di auto con guida automatica dietro autorizzazione ministeriale (come già avevamo anticipato qui): lo prevede il decreto del ministero dei Trasporti del 28 febbraio 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 aprile 2018. Come ricorda poliziamunicipale.it, le norme consentono i test su strada di veicoli senza conducente, dotati di tecnologie capaci di adottare e attuare comportamenti di guida senza l'intervento attivo del guidatore. La domanda di autorizzazione può essere presentata alla Direzione generale per la Motorizzazione dal Costruttore del veicolo, dagli istituti universitari, dagli enti pubblici e privati di ricerca: occorre indicare il proprietario del mezzo a guida automatica, o un altro soggetto obbligato in solido quale soggetto responsabile. Si seguono quindi l’articolo 196 del Codice della Strada e l’articolo 2054 del Codice Civile: vanno elencate le tratte stradali sulle quali si intende condurre la sperimentazione.

Incidenti: si deve sapere tutto

Nella domanda, il richiedente deve allegare il nulla osta dell'ente proprietario della strada a condurre le prove sperimentali e la dichiarazione di avere già effettuato sperimentazioni con veicoli a guida automatica. Eventuali incidenti (come quello di Uber) o anomalie avvenute durante sperimentazioni già effettuate, anche in laboratorio o in sede protetta, devono essere riportati e descritti. La self-driving car deve essere in grado di gestire tutti gli scenari del traffico: riconoscere rotonde, semafori, segnali, attraversamenti pedonali, lavori in corso, pedoni, biciclette, animali, ostacoli, coni. Deve “leggere” le situazioni ambientali (pioggia, neve, ghiaccio, nebbia, polvere, notte) e le interazioni con i veicoli di emergenza (Vigili del Fuoco, ambulanze, polizia).

Occhio alla Rc auto

Il richiedente deve dimostrare di avere concluso il contratto di assicurazione per responsabilità civile specifica per il veicolo a guida automatica, con un massimale minimo pari a quattro volte quello previsto per il mezzo utilizzato per la sperimentazione nella sua versione priva delle tecnologie di guida automatica. Pertanto, si sta alla larga quanto più possibile dai sinistri, ma si è coperti se accade un incidente.

Per un anno, rinnovabile

L’autorizzazione, evidenzia poliziamunicipale.it, dura un anno, ma entro 30 giorni dalla scadenza può essere richiesto il rinnovo. Scatta la sospensione o la revoca se, anche a causa di inadempienze, il proseguimento delle sperimentazioni può causare un rischio per la sicurezza della circolazione. L'autorizzazione elenca i veicoli a guida automatica, i nominativi dei conducenti e le tratte stradali consentite. Una copia deve essere conservata a bordo del veicolo e deve essere esibita a richiesta degli organi di polizia stradale in caso di controllo. Durante la sperimentazione, sulla parte anteriore e sulla parte posteriore del veicolo deve essere esposto uno speciale contrassegno. Con il rilascio dell’autorizzazione, i veicoli sono iscritti in un apposito registro tenuto dal soggetto autorizzante e, durante l'attività sperimentale, circolano con la targa di prova.

C’è il supervisore

L’auto robot, durante il test su strade pubbliche, deve garantire il rispetto delle norme senza recare pericolo o intralcio per la circolazione. E deve essere idoneo in ogni momento a consentire il passaggio in modo semplice e immediato dalla modalità automatica alla modalità manuale, su azione del supervisore del veicolo automatizzato. Insomma, c’è l’uomo, il guidatore di riserva. Che, all’interno del veicolo, deve essere in grado di assumere in qualunque momento e condizione il controllo del veicolo indipendentemente dal grado di automazione dello stesso, agendo sui comandi del veicolo in assoluta precedenza sui sistemi automatizzati. Il supervisore è il responsabile della circolazione del veicolo e, quando interviene sulla guida in modalità manuale, assume il ruolo di conducente. Questa persona deve possedere da almeno 5 anni la patente di guida per la classe del veicolo in prova, deve aver superato con successo un corso di guida sicura o un corso specifico per sperimentatori di veicoli a guida automatica e deve aver condotto prove su veicoli a guida automatica in sede protetta o su strada pubblica per una percorrenza di almeno 1.000 km.

Attenzione alle anomalie

Il titolare dell'autorizzazione alla sperimentazione su strada ha l'obbligo di informare il gestore delle tratte infrastrutturali (indicato nell'autorizzazione), nonché il soggetto autorizzante, delle prove sperimentali previste, con un anticipo di almeno 10 giorni. I gestori delle tratte stradali interessate alla sperimentazione devono informare tempestivamente il titolare dell'autorizzazione di eventuali condizioni anomale dell'infrastruttura nei giorni citati nel programma delle sessioni di prova e devono dare adeguata informazione all'utenza sulle possibili sperimentazioni, attraverso i loro canali di comunicazione ufficiale e la segnaletica in loco, anche mediante l'utilizzo di pannelli a messaggio variabile.

Smart road: secondo capitolo

Lo stesso decreto dà il via libera alle smart road. Individua gli standard funzionali per realizzare strade più connesse e sicure che, grazie alle nuove tecnologie introdotte nelle infrastrutture stradali, possano dialogare con gli utenti a bordo dei veicoli, per fornire in tempo reale informazioni su traffico, incidenti, condizioni meteo, fino alle notizie turistiche che caratterizzano i diversi percorsi. Riguarderanno le tratte autostradali o statali di nuova realizzazione oppure oggetto di manutenzione straordinaria. In particolare, in una prima fase, entro il 2025, si interviene sulle infrastrutture italiane appartenenti alla rete europea TEN-T, Trans European Network – Transport, e su tutta la rete autostradale e statale. Progressivamente, i servizi saranno estesi a tutta la rete del Sistema nazionale integrato dei trasporti, come individuata dall’allegato al Def 2017 “Connettere l’Italia”. Entro il 2030, saranno attivati ulteriori servizi: deviazione dei flussi, intervento sulle velocità medie per evitare congestioni, suggerimento di traiettorie, gestione dinamica degli accessi, dei parcheggi e del rifornimento, anche elettrico.