Il fermo si è reso necessario per il rischio di fuga. A inizio settimana gli uffici di Porsche e Audi erano stati perquisiti

L'onda lunga del Dieselgate continua a lasciare strascichi pesanti per quello che è il gruppo Volkswagen. La vicenda più recente proveniente dalla Germania, racconta dell'arresto del responsabile della sezione powertrain di casa Porsche. Notizia questa, ribattuta dall’agenzia Reuters poche ore fa: la custodia cautelare è partita per Joerg Kerner, trattenuto dalle Autorità competenti, ufficialmente "per pericolo di fuga". L'arresto di Kerner sarebbe collegato all’inchiesta relativa alla manipolazione delle emissioni che più di due anni fa ha investito il gruppo Volkswagen negli Stati Uniti, costretto poi ad ammettere la frode.

L'accusa è sempre quella di aver manipolato le emissioni

Kerner è stato uno dei tre, tra dipendenti attuali ex di casa Porsche, ad essere posto sotto inchiesta dagli inquirenti durante le perquisizioni avvenute all’inizio di questa settimana sia in casa Porsche che in casa Audi. Tutto questo sempre secondo quanto riportato da Reuters, che cita fonti della procura di Stoccarda. Tre dirigenti dunque, così come la stessa Porsche,  sospettati di essere a conoscenza della manipolazione dei motori Audi. 

Porsche respinge le accuse

In casa Porsche ovviamente, si respingono le accuse e ci si mette a disposizione delle autorità competenti per chiarire la questione. Questa la linea seguita da Oliver Blume, CEO di Porsch. Proprio lui è stato il primo a dare la notizia dell’arresto con una nota interna per dipendenti, e proprio in quella nota, Zuffenhausen ha respinto tale accusa puntando ad una apertura collaborativa. E' da sottolneare come,  all'inizio di quest’anno, gli inquirenti tedeschi avevano aperto un fascicolo sul 3.0 V6 sviluppato da Audi, ed utilizzato in oltre 80.000 modelli fra Volkswagen, Audi e Porsche, sospettato di aver utilizzato un software illecito.