Il n°1 della FE Alejandro Agag assicura che il nuovo format di gara è stato concepito per attrarre i più giovani

Di Formula E si parla sempre più spesso, al di là del recentissimo E-Prix di Roma. Un po’ per il fatto che le monoposto sono elettriche, un po’ perché si sfidano nei centri storici, questo campionato inventato dallo spagnolo Alejandro Agag mostra potenzialità molto grandi. Guai però a “sedersi”. Ecco perché ci sono importanti novità in cantiere; quali, non è ancora dato a sapersi, ma intanto ecco il quadro della situazione.

Un carico di tecnologia

L’high-tech legato alla Formula E non è “solo” quello delle batterie e dei motori elettrici (ora siamo alla fase 2 e la 3 è già stata definita), ma interessa anche il modo di fruire dello spettacolo. Già adesso, rispetto alle tradizioni di un mondo legato a certe abitudini come il motorsport, molto è cambiato (si pensi per esempio al boost che si può dare da casa al pilota considerato più spettacolare). Tuttavia, in futuro il coinvolgimento del pubblico da casa verrà enfatizzato, in modo da appassionare sempre di più i giovanissimi.

Un successo destinato a crescere

L’E-Prix di Roma è stato un grandissimo successo, non solo perché si è registrato il soldout ma perché i cittadini, i visitatori, gli attori coinvolti… Tutti, hanno dimostrato grande soddisfazione. Ci si aspetta altrettanto da quello di Zurigo, per cui i biglietti sono andati esauriti nel giro di 30 minuti. In futuro, altre città si aggiungeranno al circo della Formula E, che se da un lato ha il vantaggio di arrivare letteralmente sotto le case delle persone, dall’altro ha il limite della capienza: non c’è posto per costruire grosse tribune. In ogni caso, assicura Agag, nonostante la crescita di interesse e i posti per forza di cose limitati, i prezzi non verranno incrementati.

Fotogallery: Formula E ePrix Roma 2018