Apertura di Pechino dopo le parole di Trump

Colpo di scena nella guerra commerciale USA-Cina: Pechino punta a dimezzare i dazi import auto. Oggi, infatti, le tasse per chi esporta vetture nel Paese della Grande Muraglia sono del 25%, ma già nelle prossime settimane possono scendere al 15 o addirittura al 10%. È l’indiscrezione dell’ultima ora fornita dell'agenzia Bloomberg News, che riferisce di un piano di imminente annuncio proprio in questi giorni in cui è in corso il Salone dell'auto a Pechino. La voce fa seguito all’attacco del presidente americano Donald Trump, il quale aveva definito i dazi cinesi come “stupidi”; al che, il presidente cinese, Xi Jinping, in un passaggio del suo discorso di apertura al forum di Boao sull'isola cinese di Hainan, aveva fatto una promessa: “Tasse della Cina significativamente più basse per le importazioni di auto”. Tutto questo rientra nell’elenco dei quattro propositi per le aperture del sistema nella "nuova era" del socialismo con caratteristiche cinesi, da lui stesso inaugurata lo scorso anno.

Quali conseguenze

Se i dazi cinesi venissero dimezzati, ne avrebbero un vantaggio le vendite delle Case estere, in particolare i marchi di auto di lusso: con differenze di prezzo non più così marcate, ci sarebbe una maggiore concorrenza. I “grandi vincitori” sarebbero le Case tedesche e giapponesi. Avranno importanti benefici i Gruppi teutonici BMW (con MINI), Daimler (Mercedes), Volkswagen (e la sua miriade di marchi, come Audi e Porsche). Idem il Gruppo nipponico Toyota (con Lexus). Che esportano auto in Cina più di quanto facciano i Produttori americani. Nel 2017, ognuno di questi Gruppi, da solo, ha esportato in Cina più vetture di quanto abbiano fatto tutte le Case americane messe assieme, come Ford, GM e Tesla. Il fatto è che Tesla nel 2017 ha esportato 14.779 auto elettriche in Cina, dove ancora non produce.

Situazione poco limpida

Il quadro comunque ha contorni poco definiti. La Cina ha risposto alle minacce tariffarie del presidente americano Donald Trump con una portata di uguale misura, ma nel medesimo tempo segnala l'apertura del capitale sociale delle sue società finanziarie e automobilistiche, e pensa a dimezzare i dazi. In ogni caso, a breve il segretario del Tesoro Steven Mnuchin partirà per la Cina per parlare di scambi commerciali: se ne saprà di più, potendo avere una foto più nitida dei rapporti politici fra i due colossi economici mondiali.