Al Vienna Motor Symposium il Gruppo Tedesco annuncia novità “verdi” per i propri motori

La nuova Volkswagen Golf (l’ottava), in arrivo verso la metà del 2019, monterà un inedito sistema mild-hybrid a 48 Volt. La notizia è di ieri e ci offre un primo spaccato di quelle che saranno le novità della compatta tedesca e dei nuovi propulsori di Wolfsburg. Le notizie però non si esauriscono qui perché in occasione del Vienna Motor Symposium (rassegna annuale dedicata alle novità in campo motoristico) il Gruppo VW ha presentato altre 2 novità destinate a muovere i modelli di domani. Si tratta in realtà di 2 “vecchie” conoscenze: il 1.5 TSI e il 2.0 TDI, col primo pronto ad essere alimentato anche a metano e il secondo ad abbracciare la tecnologia mild-hybrid a 12 V.

Il metano gli dà una mano

Il 1.5 TSI da 130 un mesetto fa è stato lanciato con la versione ACT che, in determinate condizioni e unicamente abbinato al cambio automatico DSG 7 rapporti, permette di viaggiare in “eco-coasting”. Vale a dire che il motore si spegne e si scollega dal cambio, per ridurre i consumi. Ora si prepara a digerire anche il metano con, dicono i dati preliminari, un consumo medio di 3,5 kg ogni 100 km per un’autonomia totale di 680 km, di cui circa 490 a gas.

Seconda vita per il diesel

Ancora più importante è la novità che riguarda il 2.0 TDI, prossimo ad essere affiancato da un alternatore alimentato da un pacco batterie agli ioni di litio da 12 V. Segno di come a Wolfsburg (e non solo) l’abbandono delle motorizzazioni diesel sia ancora ben lontano. L’alternatore fungerà da motorino di avviamento e aiuterà a ridurre emissioni (circa 10 g/km) e consumi, aumentano potenza e coppia. Inizialmente il nuovo sistema mild-hybrid verrà adottato da modelli firmati Audi per poi sistemarsi a bordo dei modelli basati sulla piattaforma MQB (Volkswagen Golf, Seat Leon, Skoda Kodiaq, Volkswagen Tiguan, solo per citarne alcune).

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