Tasse sulle importazioni delle vetture: acque agitate a livello internazionale

I dazi USA del 25% sull'import di acciaio e del 10% su quello d'alluminio, scattati a marzo, sono ancora protagonisti della politica internazionale. Per ora e sino al 1° maggio, infatti, le tasse sulle importazioni a carico dell’Europa non ci sono: è un’esenzione però a tempo, che sarà prolungata solo se il Vecchio Continente farà concessioni agli Stati Uniti in fatto di esportazioni delle vetture. Lo ha detto alla Cnbc il consigliere economico del presidente americano Donald Trump, Larry Kudlow, seguendo il consueto schema di minaccia economica per nulla velata: o si fa come dicono gli USA oppure scattano sanzioni. Un ultimatum.

Le parole di Kudlow

“È molto importante che certi nostri amici facciamo delle concessioni su pratiche commerciali, tariffe e tasse. Per esempio, uno dei problemi è quello del trattamento equo per le automobili e noi vorremmo vedere qualche concessione dall’Europa”, ha affermato il direttore del Consiglio economico nazionale, Kudlow. È la strategia politico-economica di Washington, che usa il dazio per negoziare, agitando le acque a livello internazionale, con l’auto sempre protagonista

Trump-Merkel: l’incontro senza esito 

Intanto, venerdì 27 scorso, Donald Trump e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno discusso le differenze tra Stati Uniti e Europa. Risultati concreti? Zero. Nessuna intesa concreta è stata formalmente annunciata. Non si sa neppure se, dopo i colloqui, si arriverà a un compromesso. La Merkel è stata molto vaga in merito ai dazi americani su acciaio e alluminio in scadenza martedì 1° maggio: “Il presidente deciderà, abbiamo avuto uno scambio di vedute”. E Trump? Ha rivendicato la necessità di “commercio libero, giusto e reciproco” lamentando il “deficit statunitense di 151 miliardi” nei confronti dell'Unione Europea. Insomma, il numero uno della Casa Bianca non pare intenzionato ad arrivare a un qualche accordo.

Cosa accadrà il 1° maggio

A questo punto, cosa accadrà il 1° maggio? I dazi globali americani per sostenere l'industria domestica da invasioni di metalli cinesi a basso costo (un neoprotezionismo, come promesso da Trump in campagna elettorale, che ha sempre parlato di “America First”, “Stati Uniti per primi”) sono stati sospesi temporaneamente nei confronti dell'Unione Europea. Ma potrebbero entrare in vigore dal primo maggio. Sarebbe un grave danno per l’Unione Europea, il principale esportatore di acciaio in America, un settimo del totale dell'import Usa. Si scatenerebbe una guerra commerciale tra alleati, che coinvolgerebbe inevitabilmente anche l’auto. D’altronde, la linea del tycoon americano è chiara: “Basta squilibri commerciali con l’Unione Europea, serve reciprocità”.