A 31 anni dal suo sfortunato ritiro torna la mitica Golf. Ora con 500 CV

È la cronoscalata più famosa al mondo. Quella corsa verso le nuvole che racchiude dentro di se fascino e leggenda e che nemmeno la riasfaltatura recente ne ha intaccato quel senso di avventura di quelle 156 curve da affrontare praticamente in apnea. E' la Pikes Peak, la salita su quella montagna del Colorado che vede il traguardo a 4301 metri. Giunta alla sua 96esima edizione, ha vissuto negli ultimi anni del record odierno ed attuale di Sebastian Loeb, conquistato nel 2013 in 8'13.878 al volante della Peugeot 206 T16 Pikes Peak. Una di quelle sfide che il Cannibale ha voluto affrontare dopo aver dominato per anni il mondo dei Rally, e filo conduttore ripreso da quella splendida impresa realizzata da Ari Vatanen, quando ancora il percorso era sterrato.

Una macchina, due motori

Tra le grandi pretendenti alla corona del "Picco", quest'anno nel mondo dell'elettrico c'è Volkswagen, che ha recentemente presentato il suo prototipo I.D. R con cui Romain Dumas cercherà di sottrarre a Rhys Mllen il primato di categoria. Se però pensate che l'ingresso della casa tedesca sia una novità, siete fuori strada. Nel lontano 1987 infatti, da Wolfsburg pensarono ad una prima impresa estremamente particolare: dotare una Golf II di due propulsori termici e tentare la scalata al Picco. Un capolavoro fragile, come fu definito, con quella coppia di 4 cilindri da 1.8 litri 16 valvole figli delle unità della Golf GTi. Avevano dalla loro dei turbocompressori KKK, con una potenza che era giunta complessivamente a 650 cavalli, per un peso di appena 1020 kg. Un progetto curato da Kurt Bergmann, titolare di una scuderia di Formula Uno nei primi '60, capace anche di far correre un giovane Lauda. Bergamm avea approntato quel telaio monoscocca in alluminio, ed i due propulsori posti longitudinalmente rispettivamente davanti e dietro la cabina di guida. Particolarità ulteriore, ciascun motore aveva un suo cambio.

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Volkswagen Golf II Pikes Peak 1987
Volkswagen Golf II Pikes Peak 1987

Nuova vita

Fu un progetto potenzialmente vincente, con il pilota di allora, Jochi Kleint che stabilì il quarto crono nelle prove utilizzando però solamente una unità. In gara però, la gloria imperitura finì a pochi metri dal traguardo: una rottura del circuito di lubrificazione decretò il ritiro. Per ricordare però quella romantica - ed evoluta - avventura del tempo, e per suggellare la preparazione a questa nuova avventura elettrica alla Pikes Peak, Volkswagen ha deciso di restaurare questa Golf II. Potenza limitata a "soli" 500 cavalli e complesso sistema di raffreddamento aggiunto per non incappare un qualche inconveniente. Un restauro avvenuto nel garage dello specialista Jörg Rauchmaul. Un atto di passione, un atto degno di un'Araba fenice. Se sarà di buon auspicio, solamente il Picco potrà darne risposta. 

Fotogallery: Volkswagen I.D. R Pikes Peak

Fotogallery: Volkswagen Golf II Pikes Peak 1987