Stradale estrema, concepita per la pista, è spinta da un V8 aspirato da 710 CV. Sviluppa fino a 1.200 kg di carico aerodinamico

Quando ci si mettono, gli inglesi le combinano davvero “grosse”: questa hypercar, la BT62 by Brabham, ne è un perfetto esempio. Sì perché se 710 CV possono sembrare pochi, rispetto alla soglia ormai infranta dei 1.000, leggete quanto pesa: 972 kg. Il che equivale a dire che ogni 1.000 kg di peso ci sono 730 CV. Per capirci, la McLaren Senna fa segnare 800 CV, ma 1.198 kg: 668 CV per tonnellata. Ecco come si è arrivati a questi straordinari risultati, non prima di aver spiegato il perché di “BT” - si tratta delle iniziali dei cognomi dei due fondatori della Brabham, l’ex pilota e costruttore di F1 Jack Brabham e Ron Tauranac - e di aver dato il giusto tributo a David Brabham, figlio di Jack e vincitore di diverse 24 Ore di Le Mans, che fa nascere la Casa automobilistica Brabham. Non senza coraggio. Ah, il prezzo? Un milione di sterline, oltre un milione e 137.000 euro. Tasse escluse.

Motore Brabham

A far amare la BT62 agli appassionati, ancor prima di averne sentito il sound, è il motore V8 aspirato: la questione è filosofica, ma di fondamentale importanza, in un mondo che ormai si è convertito quasi del tutto ai turbo; contro i quali non c’è nulla da dire, tecnicamente, ma che hanno qualcosa di meno “poetico”. Detto questo, il 5.4 è progettato direttamente dalla Brabham, produce 710 CV e 667 Nm di coppia, ma come ogni auto sportiva inglese (stradale o da corsa che sia, anche se in questo caso il discrimine è molto molto sottile) che si rispetti prima di tutto vengono il telaio e l’aerodinamica.

Fibra di carbonio alla base di tutto

Partiamo dall’aerodinamica: la BT62, che verrà prodotta in 70 esemplari, sviluppa fino a 1.200 di carico aerodinamico. Si tratta di un valore di auto da corsa e, non a caso, insieme alla macchina viene venduto un pacchetto di allenamento simile a quello che svolgono i piloti. Senza questo - se non si è già piloti - è impossibile riuscire a sfruttare le potenzialità della vettura, sia dal punto di vista fisico sia da quello tecnico. Alla base del progetto ci sono il telaio e la carrozzeria in fibra di carbonio, che coniuga estrema rigidità e leggerezza.

Una storia da onorare

Il nome Brabham è legato a due terre, fondamentalmente: quella australiana, di origine di Jack (unico pilota della storia ad aver vinto un Mondiale di F.1 al volante di una sua auto), e quella inglese, dove la storia della scuderia di F1 è nata e si è consolidata. Non è un caso che la presentazione della BT62 sia avvenuta all’Australia House di Londra. Molto suggestiva, inoltre, l’idea di colorare i primi 35 esemplari della BT62 con le livree delle monoposto di F1 che hanno vinto i 35 GP della storia della Brabham.

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