Tra poche ore l’Italia potrebbe finalmente uscire dallo stallo politico che va avanti da più di 2 mesi e avere un governo formato da Lega e Movimento 5 Stelle. Il Contratto di Governo tra Salvini e Di Maio infatti pare ormai essere pronto e al suo interno, o meglio all’interno della bozza che sta circolando online nelle ultime ore, si parla anche di mobilità. Al punto 25 infatti, intitolato “Trasporti, infrastrutture e telecomunicazioni”, si parla di auto elettrica e trasporti pubblici, con più di un accenno a futuri incentivi.

Addio benzina e diesel

“In tema di mobilità sostenibile è necessario avviare un percorso finalizzato alla progressiva riduzione dell’utilizzo di autoveicoli con motori alimentati a diesel e benzina, al fine di ridurre il numero di veicoli inquinanti e contribuire concretamente al conseguimento e miglioramento degli obiettivi contenuti nell’accordo di Parigi”. Si apre così il capitolo del Contratto di Governo relativo ai trasporti. Un passaggio all’elettrificazione che, sempre secondo quanto stipulato dagli enturage di Salvini e Di Maio, utilizzerà “strumenti finanziari per favorire l’acquisto di un nuovo veicolo ibrido ed elettrico a fronte della rottamazione - vendita di un mezzo con motore endotermico o per interventi di retrofit per veicoli a combustione interna”. Finalmente quindi si torna a parlare di incentivi, anche se non c’è nessun accenno all’importo e alle coperture finanziarie. Inoltre si fa accenno unicamente a ibride ed elettriche, senza citare auto a metano e GPL, presenti invece nell’ultima tornata di ecoincentivi.

Auto e infrastrutture

Sappiamo benissimo che l’auto elettrica ha bisogno di infrastrutture ad hoc, presenti nel Contratto di Governo “Il contributo concesso, che dovrà essere attentamente aggiornato sulla base del tasso di diminuzione dei prezzi internazionali delle vetture elettriche, servirà anche come volano per il rafforzamento della presenza sul territorio di un sistema di vendita e dell’infrastruttura di ricarica”. Anche in questo caso però non ci sono accenni su eventuali investimenti e se i costi di installazione graveranno sulle spalle dello stato, delle regioni o delle singole amministrazioni comunali. Il Contratto continua con “Il Piano Nazionale Infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica deve divenire uno strumento dinamico in grado di intercettare e risolvere in tempi rapidi le problematiche relative ad eventuali carenze infrastrutturali, sia a livello nazionale che locale, per contribuire attivamente allo sviluppo della mobilità elettrica”.

Chi inquina paga

L’azione di Governo in tema di mobilità “seguirà la regola comunitaria del ‘chi inquina paga’”: vale a dire che verranno premiati gli automobilisti alla guida di auto elettriche, mentre chi continuerà a viaggiare a bordo di mezzi con motori dovrà sostenere più spese. Non se ne parla apertamente ma tutto lascia supporre che, come già succede adesso in alcuni comuni, le elettriche non pagheranno il bollo mentre le altre continueranno a farlo, magari con importi maggiorati.

L’auto condivisa

Continuando si parla anche di car sharing, ma senza fare cenno a come si vorranno convincere gli automobilisti a utilizzare servizi di auto condivisa, nonché di in che modo si faciliterà la nascita di nuove realtà. Ci sono solo un paio di righe che dicono “È infine necessario concedere spazi pubblici per il car sharing a fronte di quote crescenti di vetture elettriche nella flotta”. Per chiudere nel documento firmato da Salvini e Di Maio c’è spazio anche per il bike sharing, con l’intenzione di creare stazioni per le bici condivise in “prossimità dei parcheggi intermodali, delle stazioni ferroviarie, metropolitane e degli autobus, nonché prossime ai siti di interesse turistico.

Tra il "dire" e il "fare"

Come detto il piano in generale è sicuramente apprezzabile perché mira ad elettrificare i trasporti, con conseguente aumento della qualità dell'aria. Manca però anche il minimo accenno a una qualsivoglia copertura finanziaria e a tempistiche: sarà una classica azione da "primi 100 giorni" oppure non rappresenta una priorità per il futuro Governo? In campagna elettorale Luigi di Maio aveva indicato come obiettivo quello di avere 1 milione di auto elettriche entro il 2020. Considerando la bassissima percentuale di mercato dei modelli a batteria non sarà certo facile riuscire nell'intento. Stesso discorso per tutto ciò che riguarda le infrastrutture: aprire punti pubblici di ricarica richiede ingenti investimenti e lavori.