Cosa hanno in comune Volkswagen, Ford, Nissan, Infiniti e Volvo? Semplice: nessuna di loro sarà presente al prossimo Salone di Parigi. L’ultima in ordine di tempo a comunicare la propria assenza sotto la Torre Eiffel è stata Volkswagen, intesa come brand e non come Gruppo: gli altri marchi del colosso tedesco infatti saranno regolarmente in Francia con le loro novità, anche se in spazi sempre più ridotti. Dire che tutto questo è solo un effetto dell’onda lunga del Dieselgate sarebbe un parziale errore, perché se è vero che da settembre 2015 a oggi il budget di Wolfsburg per i vari saloni dell’auto si è ridotto, è anche vero che l’evoluzione del mondo dell’auto porta a guardare ad altri tipi di appuntamenti.

Da Las Vegas a Barcellona

Le auto stanno diventando sempre più tecnologiche, con infotainment connessi e in grado di comprendere il linguaggio naturale, sistemi di assistenza alla guida in grado di prendere il controllo dell’auto e primi accenni di intelligenza artificiale. Il mondo dell’auto e quello dell’informatica quindi si fondono sempre più e appuntamenti che fino a poco tempo fa erano affollati da computer e smartphone, oggi vedono sempre più Case automobilistiche nella lista degli espositori. Prendete ad esempio il CES di Las Vegas o il MWC di Barcellona, dove ormai le Case auto sono presenza fissa non solo con modelli nuovi, ma con i futuri servizi di mobilità. Ecco uno dei motivi dello spostamento da classici saloni dell’auto ad appuntamenti svincolati dalla presentazione di nuovi modelli da mettere in commercio: il mercato sta cambiando e con lui anche il mondo automotive.

A me gli occhi

Un salone dell’auto poi ha un “difetto”: l’attenzione non è sul singolo modello ma su un panorama ricco e variegato, dove si ha una visione di insieme che porta (come è giusto che sia) a non concentrarsi unicamente su una novità ma su tutto ciò che riempie gli stand della kermesse. Come catturare quindi l’attenzione? Semplicemente organizzando eventi dedicati, come successo negli ultimi tempi per Volkswagen Touareg, Ford Focus, Kia Ceed e Hyundai i20 restyling. Novità presentate anche in diretta streaming (su Facebook o siti dedicati) e senza dover fare i conti con la presenza di marchi e modelli concorrenti.

Ne rimarrà solo uno?

Parigi quindi deve iniziare a fare i conti con defezioni importanti, ma non è l’unica: anche Detroit infatti si sta pian piano svuotando e l’edizione 2019 dovrà fare a meno di Audi, Mercedes, Mini, Porsche, Volvo, Jaguar-Land Rover, Maserati e Ferrari. Proprio la capitale statunitense dell’auto soffre la crescita del CES di Las Vegas, organizzato pochi giorni prima e reo di “rubare” l’attenzione del pubblico e delle Case auto. Per ovviare al problema pare che dal 2020 il Salone di Detroit si sposterà in calendario per sistemarsi nei primi giorni di ottobre, sovrapponendosi però così a Parigi o Francoforte (i due saloni si tengono ad anni alterni). Per ora solo Ginevra sembra tenere, nonostante quest’anno abbia dovuto registrare l’assenza di Opel, DS, Infiniti, Chevrolet e Cadillac. Ben poca cosa rispetto all’esodo degli altri saloni. Se fosse proprio l’appuntamento svizzero l’highlander dei classici saloni auto, con Francoforte, Parigi e Detroit destinati a scomparire o a ridimensionarsi, lasciando spazio a nuovi appuntamenti? Non solo CES e MWC ma anche classici saloni dell’auto, ma spostati più a est come Pechino e Shanghai, nuovi centri nevralgici di un mondo dell’auto che sta andando avanti.