Lo sviluppo della sportiva da 600 CV continua con il contributo dell’ex pilota di F1 ed Endurance Mark Webber

Chiedere all’oste se il vino è buono, lo afferma anche un vecchio proverbio, non s’ha da fare. Quindi, nel video che segue, Mark Webber - brand ambassador Porsche - non può che dire un gran bene della Mission E, ovvero la futura elettrica da circa 600 CV a trazione integrale della Casa tedesca. E’ anche vero però che Porsche, ma anche il Gruppo Volkswagen di cui fa parte, non può sbagliare il colpo nemmeno di un millimetro: al di là dei volumi di mercato che potrà fare, questo progetto è la vera e propria bandiera del cambiamento.

Chilometri su chilometri a Weissach

Quella guidata dal pilota australiano, ex F1 ed Endurance, è ovviamente un’auto sperimentale. Ingegneri e collaudatori Porsche stanno infatti macinando km e km sulla pista di collaudo interna di Weissach, alla ricerca di un comportamento stradale all’altezza della fama del marchio, nonostante il (notevole) peso delle batterie, oltre che dell’affidabilità, dell’autonomia e delle prestazioni che si sono prefissati.

“Stralci” di 919 Hybrid

Ci sono espressioni inglesi che è difficile tradurre, forme che hanno la capacità di trasmettere in pochissie parole un concetto: sono quelle usate per esempio da Mark Webber per definire la Mission E: “Game Changer”. Un’auto che cambierà le carte in tavola nel mondo dell’automotive, una sportiva a quattro porte che, a detta dell’australiano, offre gli elementi classici di ogni Porsche - per esempio i due rigonfiamenti ai lati del cofano anteriore in stile 911, ma anche l’agilità nei cambi di direzione e la frenata potente - uniti al silenzio dell’elettrico.

 

Fotogallery: Porsche Mission E, la berlina elettrica scende in strada