L’Europa sta studiando cosa rendere obbligatorio, ma ci sono dubbi su alcuni dei sistemi citati.

L’Unione Europea sta lavorando per raggiungere l’obiettivo Vision Zero, ovvero portare a 0 il numero di vittime e feriti gravi a causa di incidenti in auto. Mancano ancora 32 anni, la strada da fare è lunga, ma già adesso si vogliono porre le basi per arrivare in tempo all’appuntamento. Tra le prime azioni previste da Bruxelles ce n’è una che sta facendo molto discutere: rendere obbligatori, a partire dal 2021, numerosi sistemi di sicurezza su tutte le auto vendute nei paesi dell’Unione. Alcuni sembrano più che sensati, altri invece risultano forse “troppo avanti” e ci proiettano in un futuro dove la guida autonoma rischia di essere troppo invadente. Ma andiamo con ordine.

Agire per gradi

Tra i vari sistemi citati molti sono già disponibili sulla stragrande maggioranza delle auto in commercio, come la telecamera posteriore di parcheggio (che riduce il rischio di investire, in retromarcia, i bambini o comunque le persone nascoste negli "angoli ciechi") e la frenata d’emergenza. Tecnologie utili in diverse situazioni e che, essendo già ampiamente sviluppate, non inciderebbero particolarmente sul costo finale dell’auto. Niente di complicato quindi e la ACEA (Associazione europea dei costruttori di automobili), ha accolto con favore le proposte dell’Unione Europea, sollevando però più di un dubbio riguardo un sistema in particolare: il cruise control intelligente (in grado, cioè, di adattarsi automaticamente ai limiti di velocità della strada che si sta percorrendo). Noi l’avevamo chiamata “guida autonoma obbligata” e l’Associazione chiede di procedere per gradi per quanto riguarda questa tecnologia. Non tanto perché si ha “paura” della tecnologia, ma perché non tutte le infrastrutture sono pronte per accogliere auto equipaggiate con questo sistema.

Mancano le basi

L’ACEA ricorda infatti come il cruise control intelligente si basi su “Informazioni fornite dalle telecamere di riconoscimento dei segnali stradali e dai database dei limiti di velocità collegati tramite GPS”. Numerose informazioni che però vanno a scontrarsi con problemi come segnali stradali differenti di Paese in Paese, informazioni riguardanti i limiti di velocità non sempre affidabili e navigatori satellitari non sempre aggiornati. Problemi che difficilmente verranno risolti nell’arco di 3 anni, rendendo quindi impensabile di dotare tutte le auto nuove con una tecnologia del genere.

Soluzione dei problemi

Come si potrebbe quindi risolvere il problema? Semplicemente eliminando il cruise control intelligente dalla lista, oppure agendo in altre direzioni? Uniformare i vari cartelli dei limiti di velocità in tutti i Paesi dell’Unione e renderli sempre visibili sarebbe già un primo passo, richiesto anche dalla stessa ACEA. Per quanto riguarda invece le mappe il problema è di più difficile soluzione, perché una mappatura in tempo reale di una qualsiasi strada è argomento da film di fantascienza. Prima di tutto quindi ci vorrà una seria politica di rinnovamento delle strade da parte delle varie amministrazioni, solo allora alcune tecnologie potranno davvero diventare protagoniste di una nuova era della mobilità, quella che conduce verso la Vision Zero dell’Unione Europea.

La parola alla difesa

Naturalmente c'è chi difende le proposte dell'Unione Europea, come ad esempio Antonio Avenoso, Direttore Esecutivo di ETSC (l'European Transport Safety Council) che ha commentato definendo i provvedimenti come "Il più grande passo avanti per la sicurezza stradale in Europa dall’introduzione della cintura di sicurezza". Avenoso ha poi aggiunto che è "Assolutamente decisivo che gli Stati Membri UE e il Parlamento Europeo diano il loro sostegno a questi piani, senza cedimenti alle pressioni delle Case automobilistiche, che stanno già tentando di indebolire alcune parti della proposta di sicurezza per i veicoli". Sicuramente è importante guidare auto sempre più sicure anche perché, sempre come ricordato nella nota pubblicata oggi "L’infortunio stradale resta la prima causa di morte per i giovani di tutto il Continente", ma è altrettanto vero che determinate tecnologie devono essere al 100% a prova di errore e, come ricordato dall'ACEA, attualmente potrebbero non funzionare correttamente su tutte le strade del Vecchio Continente.