Una ricerca ANIASA evidenzia come negli ultimi 4 anni sia aumentato il numero di furti in tutta Italia

Negli anni ’80 gli automobilisti uscivano dall’auto con in mano l’autoradio, un parallelepipedo grigio pesante circa un chilo e davvero scomodo da portare in giro. Poi ecco arrivare la rivoluzione: il frontalino estraibile: bastava staccare un piccolo pezzo di plastica e lasciare l’autoradio in abitacolo. Un modo per avere la botte piena e la moglie ubriaca, con un deterrente contro i furti e la possibilità di non andare in giro con un peso in mano. Arrivati i primi sistemi di infotainment però tutto è cambiato: al posto dei frontalini ecco comparire monitor sempre più grossi, accompagnati da tecnologie sempre più complesse a fare gola a chi coi furti ci vive. Furti che, secondo una ricerca dell’ANIASA (Associazione Nazionale Industria dell'Autonoleggio e Servizi Automobilistici), stanno crescendo in modo esponenziale.

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Trend in crescita

La ricerca prende in esame unicamente le vetture a noleggio, ma può tranquillamente essere estesa al mondo dei privati. Numeri che dicono che nel 2015 i furti sono stati 1.676 mentre un anno dopo sono aumentati salendo a 1.811. Convertito in denaro significa oltre 9 milioni di euro di valore. Gli ultimi dati disponibili si fermano al primo semestre del 2017, durante il quale sono state prese d’assalto 850 auto per un valore che supera i 4,5 milioni di euro.

Il nord in cima alla classifica

I 1.185 furti nel corso del 2016 valgono al Nord Italia il triste primato in classifica, seguito da Centro (377) e Sud (248) con Milano capitale dei furti di sistemi di infotainment: all’ombra della Madonnina infatti sono stati segnalati 933 furti, a volte più volte sulla stessa auto. Su 4.775 auto colpite, ben 1.010 infatti sono state oggetto di più di un furto. Sul podio delle città più colpite ci sono anche Roma (265) e Napoli (119). Il brand preferito dai ladri è BMW con 1.580 auto colpite, seguito da Volkswagen (1.066) mentre sono staccatissime Mercedes (378) e Audi (288). In classifica c’è anche Fiat: 136 furti nel 2016.

Non solo mercato nero

Non bisogna pensare che i furti servano unicamente ad alimentare il mercato nero dei pezzi di ricambio. Come sottolineato da Giuseppe Benincasa, segretario generale Aniasa “Le sottrazioni, da una parte, alimentano il mercato nero dei pezzi di ricambio e, dall'altra, consentono ai ladri di entrare in possesso di sofisticati microprocessori, molto potenti e veloci, che vengono utilizzati per la clonazione delle carte di credito”.