Si chiama “Living. Moving. Breathing. Ranking of European Cities in Sustainable Transport” lo studio commissionato da Greenpeace per valutare il livello della mobilità sostenibile (intesa come sicurezza stradale, inquinamento, gestione mobilità, trasporti pubblici e mobilità attiva) in 13 capitali europee. Il risultato non fa certo felici noi italiani: Roma infatti è ultima in classifica con 27 punti su 100, mentre davanti a tutte c’è Copenaghen con 57 punti.

Analisi approfondita

Per stilare la classifica sono stati presi in esame 21 indicatori, “utilizzando fonti ufficiali disponibili pubblicamente o direttamente dalle amministrazioni cittadine”, come sottolineato nella presentazione dello studio. L’ultimo posto di Roma è dovuto a gravi mancanze sotto il punto di vista di sicurezza stradale, mobilità attiva e mobility management, ovvero le politiche di incentivo alla mobilità sostenibile. Parlando di numeri, la ricerca ha evidenziato come nella Città Eterna la stragrande maggioranza dei cittadini (65%) utilizzi l’auto per gli spostamenti, mentre solo il 29% utilizza i mezzi pubblici. Parte della colpa, come sottolineato dalla ricerca “è la crisi dell’azienda che gestisce il TPL (Trasporto Pubblico Locale) romano; che in termini strutturali sconta soprattutto una mancanza di investimenti (per il rinnovo e l’ammodernamento del parco mezzi) che dura da troppo tempo. Tale problematica rimanda ad altre questioni, manageriali, finanziarie e politiche, che esulano dal merito della ricerca”. Ci sono comunque città che fanno peggio di Roma, ottava in classifica (assieme a Copenhagen) per quanto riguarda gli spostamenti con i mezzi pubblici. Dietro di lei infatti si posizionano Oslo, Bruxelles, Berlino e Amsterdam.

Sicurezza che non c’è

Dove Roma fa peggio di tutte è invece nella sicurezza stradale: tredicesimo posto con morti di 25 ciclisti e di 47 pedoni nel 2016. Sempre nello stesso anno ci sono stati 110 incidenti ogni 10.000 spostamenti in bicicletta e 133 per i pedoni. Fanalino di coda anche alle voci “Mobility management” e “Mobilità attiva”. Significa che all’ombra del Cupolone non ci sono azioni mirate per promuovere una mobilità sostenibile. Ad esempio la diffusione di auto appartenenti a flotte di car sharing è di 1 ogni km2 e muoversi in auto è sempre più conveniente, in termini economici, piuttosto che usufruire dei mezzi pubblici. Su tutto questo si riflette anche le sedentarietà dei cittadini: solo il 7% si muove a piedi o in bici, colpa anche dei pochi chilometri di piste ciclabili. In cima a questa singola classifica si posiziona Amsterdam, con il 60% degli spostamenti che avviene in mobilità attiva.

Il resto d’Europa

Come detto in precedenza, davanti a tutti c’è Copenhagen, seguita da Amsterdam e Oslo, rispettivamente con 55 e 50 punti. Di seguito la classifica generale.

1 Copenhagen 57.00

2 Amsterdam 55.00

3 Oslo 50.00

4 Zurich 47.75

5 Vienna 44.75

6 Madrid 43.50

7 Paris 38.75

8 Bruxelles 38.00

9 Budapest 37.75

10 Berlin 34.50

10 London 34.50

12 Moscow 30.75

13 Rome 27.00