Tempi molto lunghi prima che la tassa di proprietà europea diventi realtà

Unione Europea attivissima sul fronte auto: non solo in termini di limiti alle emissioni inquinanti e di sicurezza stradale (già dal 2010), ma anche di fiscalità. La Commissione Trasporti del Parlamento Europeo ha infatti discusso la proposta di introdurre un unico bollo auto. Se oggi in Italia questa è una tassa sulla proprietà della vettura che si versa alla Regione, domani potrebbe diventare una tassa di circolazione a livello comunitario: varierebbe in base ai chilometri percorsi. Quindi, più userai la macchina, più pagherai. Al contrario di quanto avviene oggi: paghi pure se lasci il veicolo fermo in box.

Il percorso della proposta

Siamo quindi a livello di proposta. Che dovrà essere vagliata dal Consiglio Europeo. In conseguenza di come l’idea originaria verrà accettata o modificata, allora il tutto verrà poi ridiscusso nell’aula del Parlamento dell’Unione Europea. Se le cose fileranno via lisce (come tutti i disegni legge, in Italia e in Europa, la strada è lunga e perigliosa), si arriverà all’approvazione definitiva. Infine, ogni Paese dovrà recepire la novità. E soprattutto ogni veicolo dovrà essere dotato di scatola nera, per essere monitorato almeno dal punto di vista del numero di chilometri.

Quali tempistiche

Indicativamente, si parla di bollo europeo per i TIR dal 2023 e per le auto dal 2026. Attenzione però: la black box cozza contro le severissime normative della privacy dei cittadini europei, pertanto ogni aspetto di questa delicata materia andrà sviscerato. Oggi, tanto per intendersi, l’automobilista che vuole risparmiare sulla Rc auto, sceglie di propria spontanea volontà di far installare la scatola nera. Firmando (dopo aver letto righe su righe di regolamenti sulla privacy…) diversi fogli. Se il bollo auto europeo divenisse realtà, automaticamente la black box sarebbe obbligatoria: senza di questa, niente tassa da pagare, e quindi evasione fiscale.

In passato...

Va anche ricordato, a onor del vero, che ormai da un ventennio si parla di Codice della Strada europeo, uniformato nell’UE, per impedire che ogni nazione abbia le proprie regole della circolazione: a oggi, dopo infinite discussioni, ogni Paese continua ad avere il proprio Codice della Strada. Questo è un altro motivo per cui, provocatoriamente, nel titolo usiamo la parola "utopia", a indicare che serve tanto tempo perché debutti il bollo auto europeo (sempreché divenga effettivo).

E le Regioni che ne pensano?

Col bollo auto europeo, si aprirebbe un capitolo doloroso per le Regioni. Che fanno affidamento sugli automobilisti per rientrare dei costi della politica e amministrativi fuori controllo, avvalendosi ieri di Equitalia e oggi dell’Agenzia entrare per recuperare i crediti dei morosi. Quella del bollo auto è un’entrata di peso Regioni: basti pensare che perfino le auto storiche (over 20 e under 30 anni) devono versare il balzello dopo la novità introdotta dal Governo Renzi. E allora, col bollo auto europeo, tassa di circolazione basata sui chilometri, gli incassi andranno sempre alle Regioni? Se sì, questi enti locali, avranno le stesse entrate? In caso negativo, potranno piazzare una sovrattassa per recuperare quanto perso? Una sorta di superbollo regionale per compensare il bollo europeo…

Seconda possibile novità: il telepedaggio europeo

In chiusura, segnaliamo che la Commissione Trasporti ha dato l’ok al telepedaggio europeo. Un sistema omogeneo in cui le tecnologie di pagamento a distanza della tratta autostradale (accreditate dall’Europa) possano convivere: un unico apparecchio per versare il pedaggio, eliminando i vari dispositivi esistenti in ogni Paese. Anche in questo caso, siamo in fase embrionale, e i passi da fare per arrivare a qualcosa di più concreto sono numerosi.