Il SUV di Ingolstadt sarà dotato di tre telecamere in grado di fornire una visuale a 270° di ciò che accade intorno all’auto

C’è chi non li ha, chi li tiene chiusi e chi semplicemente non li usa proprio: sono gli specchietti retrovisori, spesso brutti a vedersi e la prima cosa a rompersi al passaggio di motorini distratti. Ora però le tecnologie hanno raggiunto un punto tale da permettere l’installazione di specchi virtuali e, come spesso accade, i tedeschi si sono mossi per primi. Audi infatti li ha annunciati come dotazioni disponibili sul prossimo SUV full electric e-tron, che diventerà di diritto la prima auto di serie al mondo a montare specchietti digitali.

Tanti vantaggi

La linea pulita in grado di fendere l’aria senza sforzo è sempre stato il punto fisso dei designer, che fin dagli anni ’70 si sono dovuti scontrare con i limiti imposti dalla legge (difficoltà nell’omologazione) e dalla praticità (non esistevano schermi con la definizione attuale). Gli specchietti esterni, ancor di più di quello interno, hanno rappresentato da sempre un ostacolo da un punto di vista estetico e aerodinamico, andando ad influire sul colpo d’occhio - guardate frontalmente un’auto: a chi piacciono? -, sui consumi e sul comfort di marcia. Ecco perché.

Aerodinamica e consumo, concetti che vanno a braccetto

Utilizziamo l’aerodinamica per spiegare il modello fisico-matematico dell’Effetto Farfalla: basta una sola, piccola modifica del coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) per ottenere una grande variazione nel comportamento a lungo termine di un sistema. I tecnici Audi hanno lavorato a lungo in galleria del vento per modellare la linea della e-tron e raggiungere un Cx di 0,28 (la Q5, per esempio, si ferma a 0,33). Parlando di elettriche il tema consumi è fondamentale: ogni centesimo sottratto al coefficiente di resistenza infatti corrisponde a circa 5 km in più di autonomia ad ogni ricarica completa della batteria. Questo ha contribuito ad aumentare in modo significativo il raggio d'azione della e-tron che, secondo la Casa, sarà in grado di percorrere oltre 400 km nel ciclo WLTP (procedura che partirà a settembre 2018 e che riguarderà emissioni e consumi di carburante).

Audi e-tron, la prima auto al mondo senza specchietti
Audi e-tron, la prima auto al mondo senza specchietti

Anche l’estetica ne beneficia

Sostituendo i classici specchietti retrovisori esterni con quelli virtuali, più piccoli e leggeri, la e-tron risulta meno larga di circa 15 cm rispetto ad una vettura di pari segmento. Questo non va a vantaggio solo della resistenza all’avanzamento, come abbiamo spiegato prima, ma anche del comfort di marcia (meno fruscii aerodinamici) e, soprattutto, del design esterno ed interno. Tre display OLED dedicati, due posizionati tra plancia e porta e uno al centro del tunnel, proiettano le visuali dei tre specchietti retrovisori, ottimizzabili a seconda se si stia affrontando una fase autostradale, cittadina o di parcheggio.

Audi e-tron, la prima auto al mondo senza specchietti

Negli anni ci hanno provato in molti

L’Audi e-tron sarà la prima auto al mondo di serie a montare specchietti digitali. Nel recente passato abbiamo già visto i tentativi, più o meno riusciti, di applicare questo nuovo sistema, che però non sono andati a buon fine. Ultimo tra tutti la BMW i8 Mirrorless presentata al CES di Las Vegas nel 2016, che però non ha superato l’omologazione ed ha richiesto comunque la presenza degli specchi fisici. Omologata ma prodotta in pochissimi esemplari la rivoluzionaria Volkswagen XL1, l’auto carenata da 1 l ogni 100 km che il nostro Fabio ha avuto la fortuna di testare nel Roma-Forlì. A differenza della e-tron però qui gli specchietti si integrano perfettamente nella carrozzeria, soluzione ancora più pratica a cui sicuramente giungeremo nei prossimi anni. Lo sviluppo continua.

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