La denuncia del Presidente dell'ASAPS: i numeri ne dimostrano l'importanza per ridurre gli incidenti stradali

Abbiamo scelto un'immagine forte, è vero. Ma le conseguenze che possono scaturire dallo spegnimento dei Tutor imposto dai giudici a seguito di una diatriba legale che coinvolge Autostrade per l'Italia per la presunta violazione di un brevetto (qui la notizia sulla sentenza), sono molto gravi. Ce lo dice il buon senso, lo denuncia a gran voce Giordano Biserni, presidente dell'ASAPS - "La disattivazione del tutor rappresenta un lutto per la sicurezza stradale" - lo confermano i numeri. Perché il Tutor, a prescindere dalla paternità dell'invenzione, è lo strumento di controllo della sicurezza stradale più efficace della storia italiana in termini di riduzione del numero di incidenti e di vittime su strada.

Morti dimezzate

Per quanto non esista una statistica di lungo periodo depurata dai tanti fattori che influenzano l'incidentalità (progresso tecnologico delle auto, miglioramenti dell'infrastruttura ecc.), ci sono dei numeri su cui c'è poco da discutere. Il Tutor è entrato ufficialmente in azione, su una porzione della rete autostradale, a dicembre 2005. A un anno dall'installazione, sulla stessa tratta il tasso di incidenti è diminuito del 22%, a conferma che sulle autostrade la prima causa di incidentalità era proprio la velocità non controllata. La percentuale di feriti è diminuita del 34% mentre quella dei decessi si è addirittura dimezzata, scendendo del 50%. A partire dagli anni delle prime installazioni, considerando la diffusione del Tutor sulle varie arterie della rete autostradale, il numero di decessi è sempre diminuito. Si passa dai 648 morti del 2004 ai 590 del 2006, nel 2010 erano scesi a 376 e si è toccato il minimo storico nel 2016 con 274 decessi. Se volete reperire tutti i dati potete di visitare questa pagina del sito dell'Istat, ma ricordiamo che il calo dell'incidentalità non si può impuntare esclusivamente al Tutor i cui effetti positivi si concentrano nei primi anni di attivazione.

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Una perdita per tutti

A prendere posizioni critiche sullo spegnimento dei Tutor sono in tanti. Ieri è intervenuto il Codacons diffidando Autostrade per l'Italia alla distruzione dei Tutor, mentre Giordano Biserni, Presidente dell'Associazione Amici della Polizia Stradale (ASAPS) e grande esperto di sicurezza ci ha dichiarato: "Il Tutor sta alla sicurezza stradale come l’etilometro sta al contrasto all’alcol. Oltre ad essere efficace, è lo strumento più accettato in assoluto. Siamo in un’epoca in cui tutti i sistemi di controllo della velocità vengono criticati. Si assolvono persone che vanno a 180 km/h perché il cartello non era posizionato correttamente, stiamo criminalizzando tutti i sistemi!". Biserni ha citato come esempio la Francia: "i francesi non appena hanno visto che il numero di incidenti stava nuovamente aumentando hanno abbassato il limite sulle statali ad una carreggiata a 80 km/h, hanno posizionato autovelox itineranti con i carrelli, stanno posizionando i misuratori su auto civili in Normandia gestiti dai privati. E questo senza preoccuparsi di quello che pensa l’opinione pubblica". La forza del Tutor - conclude Biserni - "è che si tratta del sistema più accettato, più condiviso e anche più onesto perché ti perdona la punta di velocità, ma ti tiene d’occhio la media".

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