Al via da oggi le tasse sulle importazioni decise dal presidente americano

Siamo in guerra commerciale: l’amministrazione di Donald Trump applicherà da oggi, 1° giugno, forti dazi doganali sulle importazioni di acciaio e alluminio dall'Unione Europea, dal Messico e dal Canada. Gli Stati Uniti hanno deciso di non prorogare l'esenzione temporanea concessa all'Europa fino a mezzanotte di giovedì 31 maggio, e di applicare imposte del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio. Tutto è nato lo scorso marzo, quando Trump ha annunciato tariffe del 25% sull'acciaio importato negli Usa e del 10% sull'alluminio, per motivi di sicurezza nazionale. La Casa Bianca ha poi deciso di estendere fino a venerdì primo giugno il termine per l'applicazione di questi dazi, con l'obiettivo di arrivare a un'intesa. Ma non c’è stato niente da fare.

Ripercussioni sull’auto

E l’auto in tutto questo cosa c’entra? I dazi prendono di mira molti settori della produzione: tra questi, il comparto automotive. Sentiamo inoltre Giuseppe Pasini, industriale siderurgico leader del gruppo Feralpi di Lonato, e presidente dell'Associazione industriale bresciana: “Se dall’acciaio si passa all’automotive, ci sarà un danno serio per molte aziende italiane e bresciane attive in questa filiera”.

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Ma le trattative sono ancora possibili

"Ci possono essere negoziati con o senza le tariffe, non è che non si possa parlare con le tariffe in piedi", ha detto il segretario al Commercio degli Stati Uniti, Wilbur Ross (secondo quanto riportato dal Financial Times). Lo stesso Ross ha esortato l'Europa imitare la Cina, che sta subendo i dazi sui due metalli sin dalla loro entrata in vigore il 23 marzo scorso. Ma sta trattando un accordo commerciale di più ampio respiro confidando di aumentare le sue esportazioni di beni alimentari ed energia in America. Pur se non sono escluse ritorsioni cinesi.

La reazione in Europa

Nella guerra commerciale, i dazi di una parte chiamano i dazi dell’altra. L’Unione Europea si prepara così a misure che prendono di mira prodotti americani come motociclette, jeans e bourbon con tasse sull’import per un valore di 2,8 miliardi di euro. Ci potrebbero essere misure di controbilanciamento sui prodotti di acciaio e alluminio importati nella UE. ll presidente della commissione dell’Unione Europea, Claude Juncker, ha annunciato contromisure: "Quello di Washington è puro e semplice protezionismo. L'Ue ritiene che questi dazi unilaterali USA siano ingiustificati e contro le regole del WTO, l'organizzazione mondiale per il commercio”. Gli fa eco ministro francese delle Finanze, Bruno Le Maire: “Dobbiamo rispondere, anche se siamo contrari a una guerra commerciale, che rappresenta una minaccia per la crescita dell'economia". Il cancelliere tedesco Angela Merkel (mai così in difficoltà politicamente, messa all’angolo da Trump) ha bollato come “illegali” i dazi decisi dagli Stati Uniti sull’alluminio e l’acciaio importati dall’Unione europea, denunciando il “rischio di un’escalation” nel commercio internazionale. Pure il Messico intende reagire con contromisure che prendono di mira prodotti americani tra cui generi alimentari come uva, mele, carne di maiale, ma anche laminati di acciaio.

La controreplica USA

Le ritorsioni Ue sono snobbate da Ross: ai microfoni della Cnbc ha detto che il valore di quei dazi "rappresenta una piccola frazione della nostra economia da 18.000 miliardi di dollari". Mentre i prodotti presi di mira dalla Ue rappresentano "una percentuale piccola" dei prodotti made in Usa. Il fatto è che Trump sta mantenendo le promesse fatte in campagna elettorale, all’insegna dell’America First. Il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, utilizza una metafora perfetta: “Bisogna continuare a discutere con gli Stati Uniti. Non è piacevole trattare con una pistola sul tavolo, ma occorre continuare a farlo”.

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