Il Presidente USA ha avviato un’indagine per accertare se le importazioni danneggino l’industria americana dell’auto

Ci risiamo. La politica delle minacce - spesso mantenute - via Twitter di Donald Trump prosegue senza sosta. L’ultima, in ordine di tempo, è quella rivolta alle Case automobilistiche tedesche, in modo particolare quelle premium, che detengono addirittura il 90% delle quote di mercato negli Stati Uniti. La notizia è stata riportata dal magazine economico tedesco Wirtschaftswoche ed è stata largamente ripresa Oltreoceano.

Auto tedesche sotto indagine

Il copione sembra lo stesso della vicenda dei dazi su acciaio e alluminio: con la motivazione della sicurezza nazionale, Trump ha avviato un’indagine per accertare se l’industria tedesca dell’auto danneggi, o meno, quella americana. Vedremo quali saranno le evidenze della ricerca, ma l’impressione che i risultati siano già “decisi”, fin dal momento in cui si avvia un’indagine, è forte.

 

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Tutto nasce da una mezza battuta fatta da Trump stesso al Presidente francese Emmanuel Macron: “Inasprirò le politiche commerciali fino a che non vedrò più Mercedes fare avanti e indietro sulla Fifth Avenue a New York”. Ovviamente, l’eventuale provvedimento non verrà preso contro una sola azienda, ma - qualora venisse deliberato - si applicherebbe ai Gruppi BMW (marchi BMW, Mini e Rolls Royce), Daimler (AMG, Mercedes-Benz, smart) e VW (quindi Audi, Bentley, Bugatti e Porsche). Insomma, Trump vorrebbe riportare in equilibrio la bilancia commerciale del settore auto, che vede esportazioni dagli USA all’Europa per 6,2 miliardi di euro e, dall’Europa agli USA, di 37 miliardi. Nel farlo, terrà sicuramente presente, però, che le Case europee hanno anche prodotto 804.000 auto nel 2017 sul suolo statunitense.