Cancellati i modelli di "massa" che non hanno i numeri per recuperare i costi dell’elettrificazione. Si punterà su auto “green” mentre la guida assistita/autonoma si fa con BMW

L’elettrificazione è talmente importante per il futuro di FCA che è lo stesso Marchionne a tornare sul palco - stavolta senza cravatta - per parlarne. Annuncia un piano di oltre 9 miliardi di dollari per creare e industrializzare l’elettrificazione dei modelli del Gruppo e conferma allo stesso tempo che il diesel verrà eliminato dalla gamma di prodotti del gruppo sulle auto per passeggeri entro il 2021. Tutto questo avviene con la consapevolezza - riportiamo le parole di Marchionne - che "attorno alla definizione degli standard relativi alle emissioni c’è tanta incertezza, le politiche non esistono ancora dappertutto e in America e in Cina non sono ben definite. Per questo FCA ha preparato un portafoglio con un mix di prodotti in grado di soddisfare le esigenze specifiche di ogni regione".

Via il diesel, OK all'elettrico

In Europa ad esempio è confermata l’eliminazione dei motori diesel su tutti i veicoli per passeggeri entro il 2021. Verranno cancellati i prodotti FCA di massa che non hanno i numeri per recuperare i costi dell’elettrificazione. Si punterà esclusivamente su auto “green”. La Cina, con le sue 200.000 stazioni di ricarica pubblica già operative, è la regione in cui verranno lanciati veicoli speicifici che potrebbero poi trovare sbocco anche altrove. In Nord America, visto il contesto normativo complesso, incerto e ancora in evoluzione, FCA seguirà gli sviluppi e adeguerà l’offerta in base alle richieste. In Brasile e Sud America, dove FCA è già fortissima con l’etanolo, lancerà anche tre nuovi UV nel segmento A, B e in quelli a tre file. Da un punto di vista concreto, per elettrificare la gamma verranno create cinque importanti applicazioni per motori elettrici che permetteranno a FCA di offrire 12 sistemi elettrici dal Mild Hybrid al Full battery electric. Precisamente saranno: 3 Mild Hybrid, 1 ibrido, 4 Hybrid Plug-in e 4 Battery electric. Della partita faranno parte modelli di tutti i marchi, a partire da Jeep con 10 modelli ibridi plug-in e 4 100% elettriche che comprenderanno Renegade e Wrangler, comparse sul palco durante la presentazione. Anche Alfa Romeo avrà le sue auto elettrificate e i nomi sono davvero succosi: 8C e GTV. La prima sarà una supercar ibrida da più di 700 CV e la seconda sarà una sorta di Giulia Coupé mossa da un sistema mild hybrid da circa 600 CV. Per una Alfa a emissioni zero bisognerà attendere il SUV elettrico, il cui arrivo è previsto entro il 2022. L’elettrico entra di prepotenza anche in casa Maserati: punta di diamante sarà la Alfieri, la prossima super sportiva del Tridente, offerta anche in versione ibrida plug-in e capace di schizzare da 0 a 100 km/h entro 2”. C’è però di più perché a Modena hanno nel mirino Tesla e Porsche e per combattere ad armi pari arriveranno le versioni a emissioni zero di Alfieri, Quattroporte e Levante. Si chiude poi con Fiat, grande assente nelle presentazioni di questa mattina, ma comunque tra le protagoniste dell’elettrificazione made in FCA. Finalmente ci sarà la versione per tutti della 500 elettrica, per ora confinata in pochi stati degli USA. Saranno invece ibride le sorelle maggiori 500X e 500L. 

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La guida autonoma con Waymo, BMW e Activ

Si parla anche di guida autonoma quantificando gli investimenti per realizzarla: 30.000 dollari a vettura oggi, destinati a scendere a 10.000 grazie all’industrializzazione. Per FCA i sistemi di livello 4 saranno disponibili intorno al 2023 ma l’incertezza è ancora tanta, come tante sono le aree inesplorate, molte le domande senza risposta. "Non c’è un motivo razionale per scegliere una soluzione rispetto all’altra. Non si può ancora sapere quale sarà la soluzione migliore. Bisogna sperimentare: è l’ignoto che spinge la scienza e spesso l’esperienza più meravigliosa che possiamo vivere è vivere il mistero". Queste le parole di Harald Wester, Chief Technical Officer, che illustra il piano per la guida autonoma. Per ridurre rischio ed evitare errori costosi dovranno mantenere alta la diversificazione, evitando di pagare troppo per la sperimentazione. Il loro motto: “Garantire la massima probabilità di successo al minor costo possibile”. Per farlo hanno bisogno di attivare collaborazioni con leader tecnologici. Hanno avuto contatti con tantissime aziende ma alla fine
hanno chiuso alleanze con tre aziende. La prima è Waymo: è di poche ore fa l’annuncio della chiusura dell’accordo per fornire fino a 62.000 Pacifica Hybrids entro il 2021. C’è poi BMW: con la casa tedesca hanno attivato un progetto per Sviluppare la tecnologia di guida autonoma livello 3. I tecnici FCA lavoreranno a stretto contatto con i tecnici tedeschi, nel campus di BMW vicino Monaco e con loro condivideranno dati, informazioni e i risultati delle loro scoperte. Ultima ma non per importanza è l’alleanza con Aptiv, leader della guida autonoma grazie alla quale porteranno il livello 2+ sui lanci dei prodotti FCA del 2020, partendo dalla Grand Cherokee. Con questo piano FCA si aspetta di accumulare tre vantaggi competitivi rispetto ai concorrenti: progressi a breve termine nell’assistenza alla guida, partecipare ai flussi di ricavi promettenti con livelli di rischio ridotti, aumentare probabilità che FCA sia tra i primi ad offrire livelli autonomi.

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Connettività e cyber-sicurezza

Legata a doppio filo con la guida autonoma è la connettività che porterà all’interazione dei veicoli sia con passeggeri e guidatori che con il mondo circostante. Per raccogliere i dati le auto utilizzeranno il cloud FCA attraverso un modulo box che connetterà le auto a internet e ad una piattfaforma specifica di FCA, scalabile e progettata per garantire la cyber sicurezza, elemento importantissimo. Questo sistema, attraverso il quale FCA riuscirà ad offrire molti servizi per i clienti, sarà lanciato ad aprile 2019 e sarà operativo entro il 2022 quando tutte le auto che lasceranno la linea di produzione lo avranno.

Fotogallery: FCA tra elettrico e guida autonoma