Verso uno schema di bonus per elettriche e ibride, con rottamazione delle vecchie auto. Si potrebbe copiare dall’estero

La nascita del governo Conte, lunga e travagliata, porta con sé una novità non di poco conto per l’automobile, almeno stando al contratto di governo preliminare che parla per la prima volta di “priorità” per gli incentivi per le auto ibride ed elettriche. Era dal 2013, all’epoca del governo Monti, che non si vedeva nulla di nuovo sul fronte incentivi, ma allora si trattava di uno stanziamento ridotto di appena 70 milioni di euro in tre anni, esauriti in pochissimo tempo. Potrebbe essere questo un primo passo, assieme al previsto incremento della rete di colonnine di ricarica elettrica, al car sharing elettrico, all’ampliamento di piste ciclabili e del bike sharing, verso la riduzione delle polveri sottili che hanno portato al deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia Europea. La più recente conferma di questo indirizzo politico arriva dalle parole di Luigi di Maio, nuovo ministro allo Sviluppo Economico, che accoglie con favore la svolta elettrica della FCA di Marchionne.

Rottamare per elettrificare

Il governo Lega-M5S, almeno nelle dichiarazioni di intenti, punta a “utilizzare strumenti finanziari” ovvero a trovare i fondi per “favorire l’acquisto di un nuovo veicolo ibrido ed elettrico a fronte della rottamazione - vendita di un mezzo con motore endotermico”. Per la prima volta viene valutata anche l’ipotesi di incentivi finanziari per interventi di retrofit per veicoli a combustione interna, tutti da definire. Il contributo all’acquisto, ancora non specificato nel valore e nei metodi di calcolo, dovrà però essere aggiornato (quindi ridotto) sulla base di una non meglio precisata “diminuzione dei prezzi internazionali delle vetture elettriche”. Insomma, a guidare questa visione per lo sviluppo di una mobilità più sostenibile c’è la regola europea e ora anche italiana del “chi inquina paga”.

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Ma come funziona questo principio e come viene applicato in altri Paesi della Ue quando si tratta di acquistare un’auto nuova o pagare la tassa di proprietà? In realtà l’Europa è ancora multiforme da questo punto di vista perché le imposte sull’auto sono basate su svariati parametri che cambiano da Paese a Paese, anche se la C02 emessa e i consumi iniziano a prevalere a livello continentale. Per fare solo alcuni esempi che potrebbero essere seguiti dall’Italia prendiamo quello dei contributi alla rottamazione applicati in Francia e in Romania (fino a 10.000 euro) e gli incentivi offerti in Slovenia.

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In Francia si parte con una tassa all’acquisto fondata sullo schema bonus/malus in base alla CO2 emessa allo scarico: entro i 129 g/km non si paga nulla, mentre al crescere della CO2 si può arrivare a pagare 10.500 euro di sovrattassa (malus). Il bonus è invece riservato alle auto elettriche (o con meno di 20 g/km di CO2) con 6.000 euro di incentivo all'acquisto cui si può aggiungere un incentivo alla rottamazione di 2.500 euro per un totale di 8.500 euro. Per chi rottama invece un’auto diesel pre 2001 o una a benzina pre 1997 è previsto un incentivo da 1.000 a 2.500 euro a seconda della CO2 emessa dall’auto nuova. In Romania invece, anche se non tutti lo sanno, c’è al momento uno schema di incentivi molto favorevole per elettriche ed ibride: per l’acquisto di un’auto elettrica è previsto un contributo di 10.000 euro (+ 1.500 euro per l’eventuale rottamazione di un veicolo con più di 8 anni) e per le ibride si scende a 4.500 euro di bonus. In Slovenia è invece previsto un incentivo all’acquisto di 7.500 euro per le elettriche e di 4.500 euro per le ibride plug-in (o range extender) che stanno sotto i 50 g/km di CO2.