Il 2.0 Diesel da 186 CV guadagna una spinta elettrica a 48 volt da 16 CV che riduce consumi ed emissioni

La Hyundai Tucson restyling vista all’ultimo Salone di New York non si limita ad una serie di aggiornamenti di stile interni ed esterni e nuovi ausili alla guida, ma fa entrare in gamma una novità tecnica importante come la motorizzazione Diesel mild hybrid con sistema a 48 volt. L’elettrificazione del SUV coreano inizia proprio con il debutto del restyling sul mercato europeo fissato per questa estate, a partire dalla versione 2.0 Diesel 186 CV, trazione integrale e cambio manuale a 6 marce o automatico a 8 rapporti. L’altra notizia importante è che dalla primavera del 2019 arriverà la Tucson 1.6 Diesel mild hybrid basata sul nuovo motore Smart Stream a gasolio.

I consumi scendono del 7%

L’inedita Hyundai Tucson 2.0 Diesel mild hybrid viene prodotta già da questo mese di giugno nello stabilimento ceco di Nošovice, con omologazione Euro 6d Temp e un’efficienza dichiarata superiore del 7% rispetto al Diesel senza “aiutino elettrico”. Alla base dell’unità ibrida c’è una batteria agli ioni di litio da 0,44 kWh e 48 volt, inverter e converter CC/CA e uno starter generatore (Mild Hybrid Starter Generator o MHSG).

Hyundai Tucson restyling 2018

16,3 CV di spinta elettrica in accelerazione

Questo starter/generatore applicato sulla Tucson mild hybrid e utilizzato anche sulla rinnovata Kia Sportage mild hybrid è il cuore del sistema, fornendo in accelerazione una spinta elettrica di 12 kW (16,3 CV) al motore a gasolio e riducendo così il consumo e le emissioni di CO2 senza sacrificare il piacere di guida, promette Hyundai. Lo stesso MHSG si trasforma automaticamente in un generatore di elettricità che ricarica la batteria durante le decelerazioni e le frenate.

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