Nella Capitale la questione crateri stradali continua a essere pesante, anche con il sigillante sperimentale

La Giunta Raggi ha ereditato una situazione pesantissima sotto numerosi punti di vista: fra i vari gravi problemi di Roma, c’è quello della sicurezza stradale. Alla base di tutto, la presenza di buche in tutte le strade della Capitale, che possono causare danni alle auto e agli altri veicoli, per non parlare delle lesioni fisiche a carico di guidatori e passeggeri. Ecco perché, in modo legittimo, i cittadini chiedono l’indennizzo al Campidoglio, sommerso di pratiche inerenti i crateri. La stima arrivata nelle scorse ore è preoccupante: a 15 milioni di euro di oneri potenziali a carico di Assicurazioni di Roma nel 2018, ben 8 milioni in più dell'anno scorso, come emerso in un’audizione dei vertici di AdiR alla commissione Trasparenza.

Quella pioggia che scava...

Un calcolo determinato sulla base dei reclami presentati fino a oggi in crescita rispetto al 2017 per le ingenti piogge di quest'anno, che hanno scavato nel profondo, provocando disastri al manto stradale, di continuo stressato da un traffico intenso, composto anche di mezzi pesanti. Pesa la piccola viabilità, con i suoi 8.000 km di strade; sulla grande viabilità (800 km) risulterebbe che in termini assoluti le richieste di risarcimento per sinistri siano scese nel 2018 sul 2017. Nel complesso, i numeri dicono che nel 2015 il Comune spese 14 milioni di euro in indennizzi, l’anno dopo 10,2 milioni, e 7 milioni nel 2017.

[Copertina] - Danni da buca, la Cassazione stanga i Comuni

Asfalto nuovo, non ci siamo

Il 4 giugno il Campidoglio (governato dal M5S) ha provato a porre almeno un piccolo rimedio da testare: un esperimento che, se desse buoni frutti, verrebbe esteso. Parliamo della gilsonite, un sigillante per asfalto, un materiale innovativo per la protezione e il ripristino del manto stradale. Obiettivo, “valutare le tecnologie impiegate a livello internazionale nel campo della gestione delle pavimentazioni stradali" per “interrompere il processo di disgregazione dell'asfalto e poter quindi gestire le risorse disponibili secondo priorità stabilite per il medio e lungo termine”. Scelti, per effettuare questo primo test, i municipi dove si voterà il 10 giugno: da via Galba e da viale Ferdinando Bardelli nell'VIII, per proseguire in via Capraia nel III. Però, almeno per ora, il test è un flop. "Non è solo un sigillante, una trovata tra l'altro non di certo originale, a fare crepe - attacca il gruppo Pd dalle aule del Campidoglio -. Ora gli elettori chiamati alle urne vedranno la sintesi dell'amministrazione grillina: le strade a pezzi e il tentativo di imbonirli con una soluzione posticcia, fatta in extremis". La risposta dell'assessore ai Lavori Pubblici, Margherita Gatta, non si è fatta attendere: “Le strade scelte sono già ammalorate e selezionate dalla ditta proprio per questo motivo al fine di effettuare i test nelle condizioni peggiori e fermare il processo di degradazione in atto. Il materiale non ricostruisce il manto stradale, ma lo sigilla, esattamente com'è ora, con una sorta di pellicola che blocca il tempo di invecchiamento. Tutto questo confermato dalla ditta che ha fatto una ispezione. L'esito del test potrà dirsi acquisito fra qualche mese. Il prodotto dovrebbe sigillare le strade con un grado di usura medio, con lo scopo di prolungarne la vita".

Il Codacons non ci sta

Sul tema buche, il Campidoglio deve gestire un’altra grana. “Per ottenere i risarcimenti da buca i tempi sono biblici e le tempistiche con cui viene data risposta alle domande dei cittadini sono inaccettabili", spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Inoltre, secondo quanto denunciato, le informazioni indicate su procedure, moduli e soggetti destinatari delle istanze di risarcimento sarebbero poco trasparenti e confuse. Così l’Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) valuterà gli estremi per procedere con una sanzione se dovessero emergere irregolarità. Che possono riguardare anche l’ondata di pratiche, addirittura 850, atterrate sul tavolo del Comune fra febbraio e aprile 2018. Ben 80.000 motociclisti su 400.000 hanno denunciato danneggiamenti. E gli automobilisti in causa? Sono 230.000, con una media di veicoli incidentati pari a uno su 10.

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