Ci sono tante Case che hanno una storia più lunga, ma pochissime ce l’hanno altrettanto ricca e prestigiosa

Se la fonte non fosse ufficiale, si potrebbe anche sospettare che queste parole siano state romanzate: “All’inizio mi sono guardato intorno, senza riuscire a trovare l’auto dei miei sogni. Così ho deciso di costruirmela da solo”. Le trovate sul sito di Porsche Italia e sono uscite dalla bocca di Ferry Porsche, l’uomo da cui il mito ha preso il via. Un pensiero che può anche suonare presuntuoso; uscite di questo tipo, invece, quando arrivano da uomini di carisma, dicono una cosa sola: la verità. E i fatti sono lì a dimostrarlo, peraltro. Ecco una breve, brevissima storia del marchio attraverso alcune tappe fondamentali.

356 e 911 i numeri magici

Se la Porsche è quello che è, il merito è per buona parte della 356 (1948-1957), la sportiva che ha segnato la storia del marchio dal punto di vista tecnico, del design e, perché no, anche da quello delle sensazioni di guida quando, ancora oggi, ci si mette al volante di una macchina di una 911 in tutte le sue generazioni dal 1958 a oggi. Il motivo, come forse tutti saprete, sta nella posizione del motore, posteriore a sbalzo, che influenza le forme e il comportamento stradale. Senza contare un aspetto altrettanto importante: se è vero che il marchio oggi si regge sui SUV, è anche vero che senza la 356, la 911 e le loro peculiarità, non si sarebbe arrivati fino a qui.

 

Porsche 70 anni
Porsche 70 anni
Porsche 70 anni

La voglia di cambiare

Se è vero che Porsche significa 911, guai a considerarla un’azienda statica. Tutt’altro. Già nel 1976 ha il coraggio di azzardare una rivoluzione: con la 924 il motore passa davanti, con schema Transaxle. Il successo non è quello sperato, in compenso le cose vanno alla grande nelle competizioni: dall’endurance alla F1, passando per i rally e la Parigi-Dakar, Porsche trionfa nelle competizioni di tutto il mondo. Nel 1989 arriva quella che sarebbe stata una vera e propria pietra angolare del suo futuro: la trazione integrale. Debutta sulla 911 nel 1989 - e su questo modello conquista quote di mercato molto importanti - ma è su Cayenne e Macan, oltre che sulla Panamera, che diventerà parte integrante, anzi predominante della produzione di Porsche. Proprio loro, Cayenne, Macan e Panamera, sono i tre simboli di un’azienda che dopo qualche tentativo andato meno bene del previsto, riescono a moltiplicare i volumi di vendita a livelli impensabili, fino a qualche anno prima.

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