Sfondata quota un milione di veicoli. Però c’è una nota stonata

Cominciamo dalla buona notizia: a livello globale, il Gruppo BMW ha venduto più veicoli che mai nei primi 5 mesi del 2018. Oltre un milione di clienti hanno comprato una BMW, una MINI o una Rolls-Royce quest’anno, facendo così lievitare le immatricolazioni dell’1,6% rispetto al 2017. Brillano i veicoli “X” della Casa bavarese, mentre i mezzi elettrici e ibridi stanno crescendo, con consegne in aumento di oltre il 40%: le BMW i, BMW iPerformance e MINI Electric hanno toccato quasi quota 47.000 unità. Negli USA, i veicoli elettrificati hanno rappresentato il 7% di tutti i modelli BMW e MINI venduti nei primi 5 mesi dell’anno: il BMW Group continua a perseguire quindi l’obiettivo dichiarato di vendere 140.000 mezzi fra elettrici e ibridi nel 2018.

Maggio in calo

Una crescita che si è arrestata a maggio, quando le vendite sono calate del 2,1% rispetto a 12 mesi prima. Le cause principali sono due: la prima è da ricercarsi nella scarsa disponibilità della nuova BMW X3, prodotta negli Stati Uniti ed esportata in Cina e altri mercati mondiali. In futuro la situazione è destinata a cambiare grazie alla volontà di produrre in Cina la X3 e l’intenzione del governo Cinese di tagliare le tariffe di importazione per le auto e le parti delle vetture, favorendo una maggior penetrazione di Costruttori esteri all’interno del più grande mercato automobilistico del mondo. I dazi import scenderanno dal 25% al 15% per la maggior parte dei veicoli a partire dal 1° luglio. Obiettivo, stimolare lo sviluppo del settore automobilistico locale. Grazie all’entrata a regime della produzione della nuova BMW X3 poi le vendite dovrebbero registrare un importante incremento in tutti i principali mercati.

Il problema diesel

La seconda causa del calo delle vendite a maggio è per “colpa” di alcune amministrazioni (guidate dalla città di Amburgo), pronte a dire stop alla circolazione di auto diesel, con gli automobilisti sempre più lontani dall’acquisto di auto a gasolio. Un trend che, a differenza della situazione in Cina, è destinato a non invertirsi e che potrebbe però dare un ulteriore incremento alle vendite di modelli ibridi o elettrici.

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