Ai Motor1Days 2018 il campione italiano rally 2013 si racconta

“Sfido chiunque a non rimanere a bocca aperta quando si vede un passaggio di un’auto da corsa in una strada comune, di montagna piuttosto che sterrata”. Come non dare ragione a Umberto Scandola, che così ha iniziato il suo intervento ai Motor1 Talk che hanno animato i Motor1Days 2018. Il campione italiano di rally con il team Skoda si è raccontato, dagli inizi ai successi.

Si comincia sempre sui kart

Pista e rally hanno un unico comun denominatore: i kart. Anche chi fa dei rally la propria vita infatti inizia così, su piccole piste a bordo dei piccoli mezzi a motore. Poi da lì si abbandonano i tracciati per partecipare a corse in salita e, una volta arrivata la tanto agognata patente, ci si butta finalmente a bordo dei bolidi da rally. Una trafila che ha visto Umberto Scandola avere la fortuna di trovare persone che credessero in lui (genitori e team), nonostante le porte in faccia che hanno inframezzato il suo cammino. Intoppi che però vanno presi come stimoli, per trovare la voglia di sfidare persone e situazioni e dimostrare il proprio lavoro.

Umberto Scandola ai Motor1Days 2018

La fiducia nel navigatore

Il pilota conta tanto nel mondo delle corse e nei rally altrettanto importante è il navigatore, col quale bisogna avere un rapporto di fiducia profondo. Scandola ormai da 9 anni fa coppia con Guido d’Amore e basta anche un semplice gesto per comunicare una qualsiasi sensazione di guida “È come se io fossi al suo posto e lui al mio” dice Scandola, per spiegare il rapporto di simbiosi tra lui e il suo compagno di rally

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