Kaizen vuol dire "non mollare mai": proprio come hanno fatto i giapponesi, prima di cogliere la meritata vittoria a Le Mans

Si chiama Kaizen, è la composizione di due termini giapponesi, Kai - cambiamento, miglioramento - e Zen, buono, migliore. Per Toyota è una filosofia intrinseca al dna dell'azienda che si traduce in ostinazione, perseveranza, capacità di non arrendersi mai. Del resto non si diventa costruttori numero uno al mondo per caso. Come non è alla portata di tutti scommettere su una tecnologia (l'ibrido) per venti lunghi anni (era il 1998 quando al Salone di Detroit fu presentato il primo prototipo dell Prius) finché la stessa non si afferma a livello planetario. All'ibrido Toyota mancava però un passaggio fondamentale per dare pienezza al suo successo: la vittoria in pista. Vittoria che è arrivata domenica 17 giugno a Le Mans.

 

La vittoria Toyota alla 24 ore di Le Mans
La vittoria Toyota alla 24 ore di Le Mans

Kaizen e Le Mans

Si può dire che la mitica 24 Ore richiede un approccio Kaizen ai massimi livelli. Questa corsa è unica al mondo per come fonde lo sviluppo tecnologico, l'affinamento, la ricerca incessante e ossessiva per migliorare prestazioni e affidabilità. Principi senza i quali anche la stessa Toyota avrebbe fatto decadere la sfida tra i boschi di Hounderes e le curve del Bugatti. Vincere qui è una missione. E Toyota fino ad oggi la vittoria l'ha sempre sfiorata, accarezzata, ma mai raggiunta tanto da iniziare a pensare ad una maledizione: due anni fa quel dominio per ben 23 ore e 58 minuti, poi un guasto al sistema ibrido fece svanire i sogni di gloria in una tragedia sportiva, a cui rese onore perfino uno sfidante come Porsche. Lo scorso anno poi, una vittoria bruciata, è il caso di dirlo, dalla frizione. Eppure serviva continuare a provarci, in nome proprio di quel principio fondante su cui si basa l'animo della prefettura di Aichi. 

Una vittoria lunga 20 anni

Il 17 giugno 2018 verrà ricordato come il giorno del trionfo: Toyota conquista la 24 Ore di Le Mans con la TS050 ed il trio composto da Fernando Alonso, Sebastien Buemi e Kazuki Nakajima. Un affermazione in nome di un principio e di una filosofia, conquistata tenendo fede alle proprie regole: perseveranza, caparbietà, onore. E pazienza se gli avversari non erano presenti, se Audi e Porsche avevano già abbandonato il circo iridato per seguire altre strade. La vittoria di Toyota è il sigillo conclusivo di un percorso, di una strada tracciata e ostinatamente perseguita. Una doppietta che non nutre il suo significato solo e semplicemente nella sfida ruota a ruota o in una strategia di gara o in un sorpasso avvicente; è la rappresentazione della resilienza, dell'ostinazione e della volontà di portare a termine una missione. E' la vittoria della corsa dell'ibrido, per Toyota, dura da oltre 20 anni. 

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