La Polizia Stradale in campo per la sicurezza, ma le normative non aiutano

Solo nella notte fra il 7 e l’8 giugno 2018, record di controlli in 13 regioni italiane per contrastare il fenomeno alcol e droga al volante: ben 174 pattuglie della Polizia Stradale in campo e 4.000 auto fermate. Queste e altre verifiche rientrano nell’operazione “No binge drinkers on Highway”, voluta dal ministero dell’Interno. Nonostante il forte impegno profuso a favore della sicurezza stradale, resta però anzitutto il problema dei numeri: la Stradale impiega una media di 1.500 pattuglie giornaliere, sui 7.000 chilometri della rete autostradale italiana e su una rete primaria nazionale di 450.000 km dove si muove un parco circolante interno pari a oltre 42.000.000 di veicoli, senza considerare che l'incidenza del trasporto su gomma arriva a rappresentare il 90% del traffico interno viaggiatori e il 62% di quello merci complessivo. La seconda questione riguarda le multe da Codice della Strada: se per l’alcol le normative sono chiare, per la droga al volante permane un buco legislativo.

Guidatore tutelato

L’articolo 187 del Codice della Strada dice che “chiunque guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito” con 1.500 euro di multa. Più l'arresto da 6 mesi ad un anno. All'accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a 2 anni. In caso di incidente con lesioni, pene più dure e può scattare l'omicidio stradale. Occorre determinare se la presenza di stupefacenti stesse influendo sulle capacità di guida al momento del controllo: va provato che la droga è stata assunta poco prima di porsi al volante. La Stradale ha usato furgoni attrezzati per consentire ai medici della Polizia di svolgere test (prelievi e visite) proprio con questo obiettivo: determinare la presenza di stupefacenti nell’organismo e la circostanza che stessero facendo effetto, come richiede l’articolo 187 del Codice della Strada. Grazie all’operato congiunto di Polizia e medici sul posto. Prima la Polstrada osserva i sintomi del guidatore (pupille dilatate, comportamento anomalo, particolare agitazione), poi il medico esegue accertamenti. Per rispettare la legge, la Polizia segue un protocollo che prevede l’invio di tutti i campioni ai propri laboratori di Roma.

Accertamenti, come e quando

Sulla possibilità di effettuare accertamenti a carico del guidatore sospettato, il quadro è altrettanto complesso. Stando all’articolo 187 del Codice della Strada, quando gli accertamenti forniscono esito positivo o quando si ha ragionevole motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi sotto l'effetto conseguente all'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, i conducenti (nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l'integrità fisica) possono essere sottoposti ad accertamenti clinico-tossicologici e strumentali o analitici su campioni di mucosa del cavo orale. Che vengono prelevati a cura di personale sanitario ausiliario della Polizia.

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