Il SUV elettrico è sottoposto a test intensivi in attesa del debutto. Ma a cosa servono queste prove sfiancanti?

Dai ghiacci scandinavi alle torride lande desertiche dell’entroterra spagnolo per mettere alla prova la Mercedes EQC, primo SUV completamente elettrico della Stella pronto a debuttare sul mercato nel 2019. Gli ingegneri si sono concentrati sull’efficienza termica della batteria, sull’autonomia legata al perenne utilizzo di aria condizionata, sui sistemi di raffreddamento e sulla trasmissione, tutti componenti sottoposti ad alto stress in condizioni ambientali e climatiche limite. Ma non ci si basa solamente sulla guida a “temperature basse o alte”; ecco a cosa servono i test e quali sono le domande a cui i progettisti cercano risposta.

Il caldo è il nemico n°1

Il nemico più grande in ambiente desertico è il caldo secco: le batterie delle auto elettriche infatti, se alle basse temperature perdono potenza, alle alte si danneggiano, motivo per cui sono strettamente necessari test specifici in tutte le condizioni in cui possono trovarsi le auto durante il ciclo di vita. L'obiettivo è quello di ottenere una visione completa sul comportamento del sistema di raffreddamento della batteria, del modo in cui viene convogliata l’energia dedicata al movimento dell’auto e ai sistemi di bordo, sulla risposta della batteria non completamente scarica ad ulteriori ricariche e, per ultimo ma non per importanza, sull’autonomia effettiva. Un'altra tematica da non sottovalutare riguarda la climatizzazione dell’abitacolo, in particolare per ciò che riguarda la pre-climatizzazione: quanto tempo ci vuole per portare l’abitacolo alla temperatura stabilita in remoto? Quanto rumore fanno le componenti meccaniche al massimo sforzo?

Mercedes-Benz EQC

Paesi diversi, regole diverse

I test in condizioni ambientali avverse servono per rispondere a queste domande, in modo tale che l’auto si comporti sempre al meglio - e sempre allo stesso modo - a prescindere dal paese di commercializzazione e dalle condizioni atmosferiche. Ma i problemi nello sviluppo di auto sempre più autonome riguardano anche le legislazioni dei singoli stati. Da paese a paese infatti si trovano diversi cartelli stradali, stazioni di pedaggio autostradale, limiti di velocità e segnaletica orizzontale, tutte situazioni che devono essere riconosciute dalle telecamere di bordo in qualsiasi condizione, anche per assicurare l’elevato standard di qualità che Mercedes esalta nel processo di sviluppo delle auto di serie.

Tra test digitali e test su strada

Al giorno d’oggi lo sviluppo di una nuova auto di serie avviene, secondo Mercedes, per circa il 35% a livello digitale, con test e simulazioni (di schianto, aerodinamica, guida, maneggevolezza e consumo) che vanno ad interessare qualsiasi componente sottoposto a stress. Il restante 65% viene effettuato attraverso migliaia di chilometri in qualsiasi condizione ambientale, con un’attenzione particolare al powertrain e, nel caso della EQC, alla batteria. L’acustica, parlando di un’auto elettrica, gioca un ruolo fondamentale: non essendoci alcun rumore proveniente dal motore infatti i designer e gli ingegneri hanno maggior libertà nel tracciare le forme della carrozzeria, minimizzando i fruscii aerodinamici e il rotolamento degli pneumatici anche grazie all’esperienza maturata in anni di test NHV (Noise, Harshness, Vibration).

Mercedes-Benz EQC
Mercedes-Benz EQC

Lo sviluppo non si ferma qui

Più o meno un anno ci separa dall’arrivo su strada della Mercedes che andrà a sfidare l’attuale Tesla Model X e la prossima Audi e-tron. Dal 2014 vanno avanti i test, con il SUV della Stella che in quattro anni ha affrontato - e superato - i duri inverni da -35°C del Nord Europa e le torride estati da 50°C dell’entroterra spagnolo. Il prossimo passo? Le strade delle più grandi metropoli mondiali.

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