Una figura chiave all’interno del Gruppo Volkswagen, unico a resistere al ciclone del Dieselgate. Fino a ieri

Rupert Stadler, un nome che rimbalza sulle pagine e sui siti di tutto il mondo per le vicende giudiziarie che lo riguardano, ma pochi in Italia sanno di lui più di quello che hanno appreso tra ieri e oggi e cioè che è il grande capo dell'Audi. Eppure stiamo parlando di uno degli uomini dell'industria dell'auto più influenti e potenti del mondo, in tutti i sensi. Conoscere il suo ruolo (ora rivestito da Schot) è importante per capire la portata della notizia, ma soprattutto per immaginare i prossimi episodi di questo infinito Dieselgate

Leader di un gruppo (enorme)

Il primo aspetto da ricordare è che Stadler, all’interno del gruppo, era l’unico, a sua volta, leader di un gruppo. Ad Audi AG infatti fanno capo Audi Sport e, soprattutto, Lamborghini, Italdesign Giugiaro e Ducati. La prima è entrata nell’orbita di Ingolstadt nel 1998, la seconda dal 2010, la terza nel 2012. Il mandante di tutte queste operazioni fu Ferdinand Piëch che in Audi ha sempre visto la principale cassaforte di tecnologie, capacità gestionali e finanze da mettere a disposizione di tutto il resto del gruppo Volkswagen.

In Audi per 11 anni

Il secondo aspetto è che Stadler rivestiva questa carica dal 2007, ben 11 anni. Non c’è nessun altro leader di un marchio appartenente al Gruppo Volkswagen più longevo in servizio. Tra quelli che ricoprono ruoli analoghi, ma su poltrone diverse, all’interno del gruppo solo Stephan Winkelmann ha trascorso un periodo di lunghezza analoga in Lamborghini (dal 2005 al 2016). Ora, dopo un anno e mezzo in Audi Sport, è presidente di Bugatti.

Immune (fino a ieri) al Dieselgate

Stadler è l’unico personaggio di spicco della vecchia guardia ad essere rimasto al suo posto, fino a oggi. Tutti i vertici dei marchi del gruppo Volkswagen sono cambiati dopo il Dieselgate, ma non lui che ha mantenuto inalterato il suo incarico continuando a condurre Audi con un trend costantemente positivo, sia in termini di volumi di vendita, sia di profitti. Politicamente, si è tenuto da sempre in perfetto equilibrio tra l’ex Ceo di Volkswagen AG, Martin Winterkorn, e la “famiglia” Porsche, considerando in questa anche Ferdinand Piëch

Fuori dal coro degli ingegneri

Stadler è stato uno dei pochi executive del gruppo Volkswagen a non avere una formazione tecnica ed ingegneristica. È infatti laureato in Business Mangement all’Università di Augsburg e, non a caso, è entrato in Audi nel 1990 con funzioni di controllo dei costi nelle aree Vendita e Marketing. Nonostante questo, ha tenuto saldamente in mano le redini di un’azienda che ha come claim di comunicazione “All’avanguardia della tecnica” in un gruppo che, da sempre, fa comunque del prodotto il proprio fulcro.

Al comando delle strategie

Rupert Stadler è stato dunque un uomo addentro le vicende più importanti del Gruppo Volkswagen, se non in quelle tecniche sicuramente in quelle strategiche. Forse per questo il suo coinvolgimento è stato tardivo e solo ora i giudici si sono concentrati su di lui con l’obiettivo di appurare la verità, fino all’ultimo anello della catena decisionale. In attesa di ulteriori sviluppi, vale la pena ricordare i progressi di Audi sotto la direzione di Stadler. Quando si sedette sulla poltrona a Ingolstadt, i Quattro Anelli vendevano 1,2 milioni di auto mentre nel 2017 hanno chiuso con 1.878.100 unità.

Una macchina da soldi

Ma ancora più marcati sono stati i progressi finanziari: il fatturato è infatti passato da 33,7 a oltre 60 miliardi di euro, per la prima volta, portando il margine operativo da 2,9 a 5,1 miliardi di euro. Una macchina in grado di produrre soldi e anche di investirli visto che il piano di sviluppo parla di ben 40 miliardi da investire da qui al 2025. Ecco perché, dopo Stadler, a Wolfsburg, nel momento in cui hanno deciso di sospenderlo dal suo incarico, ne hanno affidato la carica ad interim ad Bram Schot, responsabile Vendite e Marketing di Audi dal 2017. Le chiavi di ricambio della macchina le ha lui, quelle della giustizia invece il pubblico ministero di Monaco che sta indagando su Stadler e su altre figure del board di Audi.

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