Fra i due costruttori un'intesa sul fronte dei motori elettrici, dove l'azienda croata è una piccola potenza

Entro il 2022 la Porsche investirà 6 miliardi di euro nei modelli ibridi o elettrici, a partire dalla berlina a zero emissioni Taycan fino alla variante ibrida plug-in della 911. Va considerato in quest'ottica l'ingresso nel capitale azionario della croata Rimac, un'azienda con 400 dipendenti fondata nel 2009 da Mate Rimac che in meno di 10 anni è diventata fra i principali fornitori di motori elettrici, trasmissioni e batterie per grandi costruttori. La casa tedesca ha annunciato che rileverà il 10% delle azioni e dai prossimi mesi lavorerà a più stretto contatto con la Rimac.

Due hypercar come vetrina

L'azienda croata si è fatta conoscere dopo aver lanciato due sportive elettriche ad altissime prestazioni, la Concept One del 2013 e la C_Two di quest'anno, con motori a batterie da oltre 1.000 CV (nel caso della C_Two sono quasi 2.000) in grado di scattare da 0 a 100 km/h in circa 2 secondi. Questi modelli sono per la Rimac una sorta di vetrina, perché il grosso delle entrate e degli accordi arriva vendendo motori e componentistica per modelli a zero emissioni a costruttori "clienti": fra questi ci sono ad esempio l'Aston Martin, la Koenigsegg, la Tajima (in gara alla Pikes Peak) e la W Motors.

Rimac c_Two

Sulla strada per diventare il n° 1

Alla luce di questa esperienza è chiaro l'intento della Porsche, che lancerà nel 2019 la sua prima auto elettrica, ovvero ricevere supporto da chi ha molta più esperienza in materia. Il costruttore tedesco inoltre potrebbe creare in questo modo una sorta di corsia preferenziale verso i nuovi prodotti della Rimac, che stando alle dichiarazioni del suo fondatore vuole diventare il principale fornitore al mondo di componentistica per auto elettriche.

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Fotogallery: Rimac C_Two