I numeri più preoccupanti riguardano la pirateria. In generale, aumentano i feriti e i morti sull’asfalto rispetto al 2017

Brutte notizie sul fronte sicurezza stradale: sale il numero di morti causati dai pirati, ossia da chi scappa dopo aver provocato un incidente. Stando ai dati Asaps (Amici Polstrada), le vittime in seguito a omissione di soccorso sono state 119, contro le 115 del 2016. Segno che, aggiungiamo noi, il reato di omicidio stradale, nato a marzo 2016 anche per limitare il fenomeno della pirateria, non ha dato i frutti sperati, almeno per ora. Comunque, cala del 6,6% il numero di incidenti legati a piraterie: 1.113. Che resta un numero altissimo. È allarme feriti (1.256), seppure in diminuzione del 12%. Sempre difficile capire le ragioni che spingono un automobilista a scappare, anche perché si ragiona sui pirati acciuffati: a grandi linee, pesano il dramma dell’evasione Rc auto obbligatoria, la mancanza della revisione periodica obbligatoria, della patente (mai conseguita, sospesa, revocata). E spesso il pirata è ubriaco o drogato, pur venendo individuato a distanza di ore o di giorni, con gli effetti delle sostanze svanite in parte o del tutto.

Chi e dove

Sono gli utenti deboli a pagare di più per le piraterie. I pedoni rappresentano le prime vittime, coinvolti in 435 eventi: 62 i morti. Situazione allarmante per i ciclisti: 193 gli episodi e 25 morti. La geografia degli episodi è influenzata dal numero di utenti e dal traffico: maglia nera alla Lombardia, con 179 episodi, segue la Campania con 120, l’Emilia-Romagna con 108, quindi il Veneto con 99, Lazio 91.

Europa, andiamo male

Ma pessime notizie in fatto di sicurezza stradale arrivano anche dall’Unione Europea: ogni settimana, riporta l’ACI, 500 morti sulle strade del Vecchio Continente. Attenzione: negli ultimi 4 anni, nessun miglioramento per la sicurezza stradale. Una pagina nera per le nazioni. Tanto che l’ETSC (il Consiglio europeo per la sicurezza stradale) non assegnerà a nessun Paese il premio annuale per i progressi verso una mobilità responsabile. Nel 2017, addirittura 25.250 vittime per incidenti, con un’irrilevante riduzione del 2% sul 2016. Lontano anni luce l’obiettivo comunitario di dimezzamento del numero dei morti nel 2020 rispetto al 2010: sarebbe stato necessario un calo medio del 6,7% di decessi sulle strade ogni anno.

Italia, più morti 

E l’Italia? Malissimo: +1,6% nell’ultimo anno. La domanda allora è lecita: siamo certi che l’ondata di telecamere, autovelox e altri dispositivi sofisticati in Italia prevengano gli incidenti? Sarebbero forse auspicabili maggiori controlli delle Forze dell’ordine in carne e ossa, a presidiare il territorio, per contrastare la guida in stato alterato e in generale la guida pericolosa, anche senza Rc auto, revisione e patente.

Leggi anche: