L'ex n°1 Ferrari ha rilasciato un'intervista ai nostri "cugini" di Motorsport, in occasione dell'inaugurazione del museo di Colonia dedicato a Schumacher

Nel 1995, per la stagione 1996 e le successive, fu Luca Cordero di Montezemolo a volerlo - senza se e senza ma - come uomo di punta della Scuderia Ferrari: Michael Schumacher, il tedesco (allora) due volte Campione del Mondo di F1 con la Benetton nel 1994 e nel 1995. Obiettivo: riportare il Cavallino Rampante laddove mancava da troppo tempo, alla vittoria di un campionato mondiale; quello Piloti non arrivava dal 1979, con Jody Scheckter, e il Costruttori dal 1982. Troppo. L’obiettivo viene raggiunto, anche se ci vuole qualche anno: Schumacher si laurea Campione del Mondo con la Ferrari nel 2000, per poi non smettere fino al 2004. Cinque titoli consecutivi (per un totale di 7, per lui) in quella che passerà alla storia come l’epopea rossa in F1, alla cui guida c’è sempre lui, Montezemolo. 

Poche parole, tante emozioni

Si capisce dunque perché, a qualche anno di distanza, l’ex n°1 del Cavallino non abbia voluto mancare all’inaugurazione del museo di Colonia dedicato al pilota tedesco (rimasto gravemente ferito in seguito a un incidente sugli sci del 2013) e, ancor di più, si comprende il trasporto della sua voce e delle sue parole nell’intervista che ha rilasciato in esclusiva a Motorsport.tv. Una chiacchierata breve ma intensa, nella quale Montezemolo ripercorre alcune tappe di una storia di successo, che però non è stata così “facile” come si potrebbe  pensare, a leggere i numeri da record. Primati scolpiti nell'Albo d'Oro del motorsport e che si possono in un certo senso rivivere proprio nel museo di Colonia, all'interno del quale le protagoniste sono le auto con cui Schumi ha corso e vinto in giro per il mondo; dal prototipo Sauber-Mercedes che lo lanciò in F1 alla monoposto Mercedes del ritorno in F1 (nel 2010), passando ovviamente per la Jordan del debutto nella massima formula, per le Benetton e, soprattutto, per le tante Ferrari, più o meno vincenti. 

 

Michael Schumacher Private Collection
Michael Schumacher Private Collection

Un legame speciale, un amore cresciuto col tempo

Montezemolo e la squadra impiegano ben poco a innamorarsi di Schumacher e della sua voglia di lavorare e di vincere. Ai Tifosi (la maiuscola è voluta, perché così si identificano i fan della rossa), o almeno alcuni di loro, serve invece un po’ di più di tempo. Del resto non è semplicissimo entrare in sintonia con un ragazzo apparentemente freddo e che ai microfoni non rilascia nemmeno mezza dichiarazione in italiano. Da buon tedesco, Schumi preferisce lasciar parlare i fatti. Nella prima stagione coglie 3 vittorie (la prima in assoluto, al Montmelo sotto il diluvio, viene citata anche nell’intervista) con una monoposto nettamente inferiore alla Williams e anche alla Benetton. Nel 1997 e nel 1998 perde il Mondiale all’ultima gara, mettendo comunque molto del suo per portare la Ferrari al livello prima della Williams e poi della McLaren. Nel 1999 è invece un infortunio a fermare la sua corsa al titolo iridato, che finalmente arriva nel 2000. Il primo di cinque con la Ferrari dell'era Montezemolo.

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