Parla il CEO di VW America: "Stiamo investendo due miliardi di dollari sull'elettrico, a novembre la I.D Cross. Trump? Non si cresce con limiti imposti""

"L'America offre sempre una seconda occasione per redimerti, se hai un piano. E' la storia americana a raccontarlo". Utilizza l'epica che tante storie il cinema ha raccontato Hinrich J. Wöbcken, CEO Volkswagen per l'America per raccontare la situazione che sta vivendo la casa di Wolfsburg sull'onda lunga del Dieselgate. D'altro canto, la caduta, l'espiazione e la risalita sono temi tipici dell'American Dream: "Il nostro percorso di redenzione continua, ma gli americani ci hanno concesso questa possibilità. Siamo nel mezzo di un processo, di un lavoro sulla fiducia giunto al 90%, al momento. Stiamo approntando un piano di sviluppo con mezzi che porteranno tanto rispetto in America".

Gare sì, ma anche prodotto

Dietro la retorica ci sono anche i numeri ed una volontà consolidata nel tracciare una nuova strada nel nome dell'elettrico. Ecco perché la Pikes Peak ha un ruolo pionieristico e fondamentale, tanto più all'indomani di un'impresa da record che offre, anche comunicativamente, una percezione differente i cui valori coincidevano sempre con l'utilità, l'ecologia, la visione prospettica certo, ma praticamente mai con l'emozione di una prestazione assoluta. "Siamo orgogliosi di aver intrapreso e sviluppato questa avventura alla Pikes Peak in così poco tempo. Quanto può aiutare la vittoria in questo futuro elettrico previsto dalla casa? "E' un viaggio pionieristico questo. Le stesse persone che stanno lavorando su questa esperienza lavorano sulla gamma elettrica I.D"

Volkswagen I.D. family

Investimenti elettrici

"La VW I.D R è un countdown verso il futuro in questo mercato. Stiamo investendo 2 miliardi di dollari sull'elettrico negli USA. La I.D Family è una vera piattaforma globale. Lo schema di sviluppo sarà concettualmente uguale, quindi anche per la Cina e l'Unione Europea. Annunceremo 2 auto elettriche: 1 ad Agosto con l'ID Bus, poi a Novembre al salone di Los Angeles con la ID Cross. Credo che ci troviamo di fronte ad un cambiamento enorme. Certo, ci vorrà molto lavoro ma non molliamo: La questione è la solita: servono strutture, la capacità e l'autonomia dell'elettrico - sopratutto in America - ed i costi di produzione da affrontare". Già, ma il Nord America sarà solo mercato o si farà produzione? "Se l'elettrico avrà successo bisognerà necessariamente investire in produzione qui. Non si può fare altrimenti".

Le scelte di Trump

In tema di produzione, la questione dei dazi intrapresi dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump è all'ordine del giorno, ma Woebcken riesce a rimettere la questione nei giusti paletti: "Se devo parlare di Volkswagen noi non importiamo molto dall'Europa dunque è un problema che ci tocca relativamente. Il Gruppo ha un buon bilanciamento di produzione. Crediamo però che una crescita globale dipenda dalla libertà. Non pensiamo in generale che sia una buona idea mettere dei paletti".

Percorso evolutivo

Il futuro dunque è elettrico? Si, ma non solo: "Vogliamo spingerci ora verso mercati ancor più "cittadini" e metropolitani come New York con modelli come il Cross Sports. Saranno due i modelli di "esportazione" entro la fine dell'anno. La Jetta, sviluppata per questo mercato, sta andando molto bene. E' una auto di grandi volumi che ci porta ottimismo. Abbiamo eccellenti review da parte dei dealer. Stiamo poi per introdurre la Arteon in America. Ha il giusto potenziale". Ribadisce il proprio ruolo in questo cambiamento: "Se ora andiamo bene è per questo programma di efficienza che abbiamo anche accelerato. Il Nord America è divenuto un modello di business per noi ed i numeri ci premiano: +7.5% rispetto all'anno scorso. Pù della media industriale americana".

La scomessa Adas

Uteriore tema fondamentale è sicuramente lo sviluppo della guida elettrica, ed anche qui, Wöbcken ha le idee piuttosto chiare: "La Guida autonoma è importante per la qualità della vita. E' un importante pilastro della nostra strategia. La strada però è ancora lunga anche se potenzialmente la guida autonoma esiste. La responsabilità di una guida autonoma con l'auto pilot è un qualcosa di enorme però: serve essere cauti. La questione comunque fa riferimento a due elementi di base: software e piattaforme; riguardo queste ultime, le prossime saranno più adatte per i sistemi Adas. Alla fin fine, la sfida è una: chi sarà in grado di acquisire le competenze dalla Silicon Valley?"


Leggi anche: