L’hanno scoperta i Carabinieri nel quartiere Miano, che hanno rinvenuto un arsenale bellico in un’auto

Sino a poche ore fa, la scritta “ZTL Lo Russo” (Zona a Traffico Limitato appartenente a una delle famiglie del luogo), in un rosso ben evidente, compariva su un muro del quartiere Miano, a Napoli; su una casa dell’edilizia popolare. Pertanto un’area illecitamente controllata a vista dalla camorra, dalle vedette, con gli uomini della malavita organizzata pronti a bloccare l’accesso di veicoli indesiderati. Una scoperta triste, fatta dai Carabinieri della Compagnia Napoli Vomero, che oltre a questo hanno rinvenuto un arsenale bellico. Nascosto dove? In un'auto (una Lancia Y nera) parcheggiata tra le altre in strada. Per la precisione, i militari hanno trovato l’arsenale nel vano sotto i sedili posteriori della Y, adattata a nascondiglio da cui poter prelevare in fretta le armi. Ed è molto probabile che siano del clan egemone in quella zona: parliamo di 3 kalashnikov, un fucile a pompa rubato in un'abitazione, 2 mitragliette, una carabina calibro 44 (frutto di rapina) e 464 cartucce anche per armi di altro calibro. Sulle armi verranno effettuati esami balistici per verificare se siano state usate in fatti di sangue o intimidazione.

Un lavoro lungo e faticoso

Non basta: durante le perquisizioni per blocchi di edifici, svolte con il supporto dei Vigili del Fuoco, sono state rimosse porte di ferro e cancellate abusive. E in un’abitazione, dove una coppia di coniugi gestiva un minimarket, sono stati sequestrati ben 3.756 pacchetti di sigarette di contrabbando che vendevano sottobanco in casa. Nonostante le forze dell'ordine abbiano inferto duri colpi al clan Lo Russo, è palese che nel quartiere Miano di Napoli, così come altrove, il lavoro da fare, per le Forze dell’Ordine, sia ancora lungo e faticoso. Si arriva alla scritta “ZTL” per circoscrivere l’area e tenere alla larga gli indesiderati, e si crea un arsenale bellico in una vettura. È una sorta di evoluzione della cosca di quartiere e della camorra in generale, che arriva a esporsi pubblicamente, senza timore, prendendo spunto dalla vera segnaletica del Codice della Strada, quella ZTL in genere riservata ai mezzi pubblici e indicata da cartelli specifici.

Muri come cartelli stradali

Evidentemente, la presenza dei Lo Russo nel quartiere di Miano c’è ancora, nonostante i numerosi arresti degli ultimi due anni che hanno azzerato i vertici della cosca. In più, va segnalata una lotta all’interno della camorra, che si evince da altre scritte sui muri, utilizzati come cartelli stradali: il pentimento di quasi tutti i fratelli dei “Capitoni” non è stato digerito da altre famiglie della camorra. Sulle case di Secondigliano, in particolare, sono comparse altre scritte contro i Lo Russo come “Pentiti cornuti”, oppure “Pentiti a vita” e ancora “anti 32”: nella morra napoletana il 32 corrisponde al capitone. Adesso, il timore dei Carabinieri è che “Capitoni”, dopo un periodo di silenzio, stiano preparando una nuova offensiva contro chi in questi mesi ha cercato di occupare le loro piazze.

La denuncia: occhio alle “stese”

“Le immagini realizzate dai Carabinieri di Napoli nel corso di un blitz nel quartiere di Miano mostrano il dettaglio a dir poco inquietante di una segnaletica stradale personalizzata dai clan recante la scritta ‘ZTL Lo Russo’, nome del clan egemone della zona. Che il controllo della camorra sul territorio abbia superato i livelli di guardia è evidente a tutti - questa la denuncia del consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli -. Si vive tra sentinelle, parcheggiatori abusivi, stese”. Che, in due parole, sono le manifestazioni di controllo del territorio: bande di ragazzi in scooter sparano in aria urlando. Con possibili conseguenze negative per altri utenti della strada o per gli abitanti, che potrebbero essere colpiti dai proiettili vaganti. Una scorribanda di “guaglioni” nei rioni dove si vuole imporre l'egemonia. Perché la camorra si regge sulla paura, sulla reverenza che porta le persone a sottostare ai voleri della criminalità. Chi si trova nei paraggi si stende a terra per evitare di diventare un bersaglio. “Con la ‘segnaletica’ - dice -, la malavita organizzata sta diventando sempre più sfrontata e sembra essersi impossessata di diverse aree dei quartieri non solo periferici, ma anche del centro storico. Come dimostrano le immagini dei parcheggiatori abusivi che venerdì sera agivano indisturbati nell’area pedonale di piazza Trieste e Trento”.

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