Il Gruppo tedesco parla di guida autonoma, connettività, elettrificazione e condivisione

Le sfide che molte Case auto stanno affrontando per dare il via alla più grande rivoluzione della mobilità dall’invenzione del motore a scoppio è affascinante, ricca di nuove opportunità e insidie. Un percorso che si basa su 4 pilastri principali: guida autonoma, connettività, elettrificazione e condivisione. Diverse aree di azione che vedono anche il Gruppo BMW in questa corsa verso futuro, con diversi modelli in cantiere e pronti per rimappare il DNA di BMW e Mini.

L’auto come uno smartphone

L’internet of things, ovvero la possibilità di connettere praticamente qualsiasi oggetto alla rete, sta trasformando la nostra realtà e, ad esempio, rende le auto sempre più simili ai moderni smartphone. Un mondo dove tutto e tutti sono online, pronti a comunicare, scaricare dati, consultare siti internet e così via. Così le auto diventano sempre più simili a smartphone, con la possibilità ad esempio di aggiornare il sistema di infotainment scaricando il software direttamente dall’auto, senza dover così andare in un’officina specializzata. Questo è solo uno dei numerosi aspetti: la connettività permette e permetterà di avere in auto le stesse applicazioni che utilizziamo sui nostri device, come ad esempio Spotify o Whatsapp. Connettività naturalmente anche per la guida autonoma, con il futuro che fa rima con 5G, il nuovo protocollo per la connettività mobile ad alta velocità attualmente in fase di test in alcune città come Milano. Una condizione necessaria per permettere alle auto di dialogare tra loro, grazie alla latenza (ovvero il tempo che intercorre tra l’invio di un’informazione e la sua ricezione) estremamente bassa.

BMW Operating System 7.0
BMW Operating System 7.0

L'essere umano come optional

La ricerca sull’auto a guida autonoma vede BMW in prima fila nella ricerca, grazie alla partnership con MobilEye ed Intel (che vede anche FCA della squadra). Attualmente ci sono numerosi prototipi in giro per il mondo, con l’obiettivo di arrivare tra il 2025 e il 2030 con i primi modelli di Livello 5, ovvero dove l’essere umano è un semplice passeggero e l’auto è in grado di svolgere qualsiasi compito in totale autonomia. Un futuro affascinante e ricco di sfide, per diminuire o addirittura azzerare completamente gli incidenti. Guai però a pensare che già oggi l’essere umano possa distrarsi completamente dalla guida: la sua presenza e la sua attenzione sono tutt’ora fondamentali. Tra qualche anno ci si potrà sì prendere qualche pausa, ma solo e unicamente in determinati contesti come viaggi in autostrada, mentre in condizioni particolari (meteo avverso, strade insidiose etc…) le decisioni saranno lasciate all’essere umano. Per ora quindi non c’è bisogno di rivedere leggi e assicurazioni, perché la responsabilità rimane del guidatore. Un domani invece bisognerà pensare a come modificare i vari aspetti burocratici, legislativi e assicurativi: se un’auto a guida autonoma ha un’incidente significa che funziona male, quindi la colpa è del costruttore. Sarà davvero così? Ai posteri l’ardua sentenza.

Doppia elica a elettroni

La vera grande rivoluzione dell’auto però è forse un’altra: l’abbandono di motori con cilindri e pistoni in favore di più piccoli e a emissioni zero motori elettrici. BMW con il brand i e le sue figlie i3 e i8 ha iniziato nel 2013 e da lì ha fatto tanti altri passi verso l’elettrificazione, con modelli ibridi e ibridi plug-in entrare a listino. Proprio questi ultimi verranno ulteriormente sviluppati, mettendo invece in soffitta auto ibride normali. La vera rivoluzione però la si avrà nel 2019 quando uscirà la MINI electric, versione a emissioni zero della 3 porte britannica, cui seguirà nel 2020 la BMW iX3, il primo SUV elettrico firmato BMW. Due pietre miliari che daranno il via a una vera “invasione” silenziosa fatta di modelli diversi come le BMW i4 (con data di lancio ancora da comunicare) e soprattutto la iNext. Si tratterà di un’ammiraglia vera e propria, a trazione 100% elettrica capace di percorrere circa 700 km con una ricarica e infarcita di tutte le ultime tecnologie per la guida autonoma. Diversi modelli che nasceranno su una stessa piattaforma modulare, in grado di adattarsi a seconda del tipo di auto, sia essa classica, ibrida o elettrica, con batterie costruite direttamente da BMW.

BMW iX3 concept
BMW iX3 concept

Auto come servizio

L’ultimo capitolo riguarda la condivisione, con l’esempio di DriveNow, il sistema di car sharing del Gruppo BMW e la sua naturale evoluzione. Non è un mistero che ormai sempre più persone non acquistino l’auto, affidandosi invece a formule di noleggio a lungo termine con la possibilità di cambiare auto dopo 2 o 3 anni. Il mercato andrà sempre più in questa direzione, distaccandosi dal concetto di auto privata e abbracciando quello di “car as a service”, dove l’auto diventa un bene condiviso, da utilizzare all’occorrenza, senza quindi tenerla chiusa in box per la stragrande maggioranza della sua vita. Auto naturalmente elettriche, a guida autonoma e connesse.

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