La Casa coreana avrebbe smentito, intanto FCA vola in borsa con un rialzo con +3,39%.

“Fino ad oggi non abbiamo fatto altro che consolidare l’azienda e quello che avete visto in questo piano è un futuro solido e luminoso come non mai. Non abbiamo ragioni per vendere”. Così parlò John Elkann, presidente di FCA, lo scorso primo giugno in occasione della presentazione del piano industriale del Gruppo. Parole che sembrano non aver convinto Chung Mong-koo, CEO di Hyundai Motor Group, che secondo quanto riportato da Asia Times (e poi ripreso da Bloomberg) sarebbe interessato a lanciare un’OPA (offerta pubblica di acquisto) per portarsi a casa FCA.

Il titolo vola

Una notizia che ha portato un po’ di vitalità nei titoli del Gruppo italo/statunitense, il cui ultimo mese non è stato brillante, proprio a causa del piano industriale che sembra non aver convinto gli analisti. Un ribasso sul quale Hyundai sembra puntare per poter spendere il meno possibile per l’operazione, di certo non facile e che (nel caso in cui si rivelasse fondata) richiederà tempi relativamente lunghi. La stampa asiatica infatti parla di un periodo compreso tra l’estate e maggio 2019, quando Sergio Marchionne lascerà la guida di FCA. Dietro tutto questo ci sarebbe Elliot, il fondo di investimenti statunitense azionista proprio di Hyundai e di Telecom Italia. Proprio quest’ultima ha permesso al fondo guidato da Paul Singer di avvicinarsi a un personaggio chiave di FCA: Alfredo Altavilla, responsabile del Gruppo per i mercati di Europa, Asia e Africa e probabile successore di Marchionne. Proprio il manager italiano è stato nominato da Elliot come membro del board di Telecom. Mosse da Risiko economico che un domani potrebbero fare la differenza tra il successo e il fallimento della scalata a FCA.

Sinergie necessarie

Che si tratti di rumors senza fondamento o di un’anticipazione fondata di ciò che avverrà in futuro non lo sappiamo, quello che è certo è che questa potrebbe essere un’operazione win – win. Da una parte FCA finirebbe all’interno di un gruppo che già investe su elettrico e ibrido (Hyundai ioniq, Kona, Kia Niro) e sull’idrogeno, dall’altra i coreani si porterebbero in casa brand forti come Alfa Romeo e soprattutto Jeep, grazie alla quale potrebbe agilmente aggirare i dazi imposti da Trump grazie alle fabbriche che sorgono sul suolo americano.

Hyundai smentisce

Prontamente è arrivata la smentita da parte del Gruppo Coreano che ha così stoppato le voci su un presunto interessamento per l'acquisto di FCA. Potrebbe però trattarsi di un semplice escamotage per non far schizzare in alto le azioni del Gruppo italo/statunitense, visto che (secondo la stampa asiatica) Hyundai starebbe aspettando un ribasso per poter strappare un prezzo più vantaggioso. 

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