È il campionato mondiale che vede protagonisti i prototipi monoposto costruiti da studenti universitari

Avete mai sentito parlare della Formula SAE? Se non siete studenti di ingegneria molto probabilmente no. Facciamo una premessa: la maggior parte dei ragazzi che si iscrivono alla facoltà di Ingegneria Meccanica sognano di poter lavorare in ambito automotive. E la Formula SAE è l’anello di congiunzione tra la vita universitaria e il mondo dell’auto. L’obiettivo è quello di preparare gli studenti alla vita lavorativa e di “coltivare” gli ingegneri di domani, abituandoli a lavorare in team e incoraggiandoli alla realizzazione di un progetto i cui punti cardine sono prestazioni, efficienza e costi. È un Campionato mondiale organizzato in 10 tappe, tutte in Paesi diversi, e i protagonisti sono i prototipi monoposto progettati da zero e messi su strada dagli studenti, con motore di derivazione motociclistica (nella maggior parte dei casi, come vedrete sotto) e telaio autocostruito. Un perfetto banco di prova per i ragazzi che per la prima volta devono mettere in pratica quanto imparato sui libri, il tutto sotto gli occhi di giudici esperti - ingegneri e non - che ricoprono ruoli di responsabilità all’interno delle più grandi aziende del mondo automotive. Un’occasione da non lasciarsi sfuggire per mettersi in mostra in un contesto di sfida e su un importante palcoscenico: l'autodromo di Varano de' Melegari, nel caso della tappa italiana.   

Le categorie in gara

Le università si danno battaglia in una serie di attività statiche e dinamiche studiate ad hoc per mettere alla prova i prototipi. Ogni veicolo deve rispettare determinate specifiche in termini di design, prestazioni, efficienza e costi, non trascurando l’affidabilità e la facilità di riparazione in caso di guasto. Ogni fase di gara - se superata - garantisce un punteggio che, sommato a quello delle altre, determinerà il vincitore finale. Quattro le categorie, divise a seconda del tipo di alimentazione dell’auto e del budget a disposizione dell’università:

1C: prototipi con motore termico a benzina quasi sempre di derivazione motociclistica e telaio autocostruito.

1E: prototipi con motore elettrico. Categoria a cui solitamente partecipano i top team, che hanno una maggiore disponibilità economica e sponsor a sostegno.

1D: prototipi con motore elettrico e a guida autonoma (driverless). Novità del 2018, per la prima volta arriva in Italia dopo aver debuttato in Germania. 

3: prototipi elettrici o con motore a combustione che a causa di budget limitati partecipano alle sole prove statiche.

Formula SAE Italy 2017

Prove statiche…

Tutto ha inizio con le prove statiche, in cui i ragazzi devono esporre in lingua inglese ad una giuria esaminatrice composta da tre o quattro giudici. Tra queste la più importante è la "Design Event", in cui viene presentano nel dettaglio l'intero progetto come se fosse una tesi di laurea di ingegneria meccanica, spaziando tra argomenti di carattere meccanico ed economico. Con la "Business Presentation Event" gli studenti si trovano davanti ad una commissione di potenziali investitori che devono essere convinti della validità del progetto. L’ultima prova statica, la "Cost Event", consiste in un’analisi approfondita dei costi sostenuti per la realizzazione del prototipo. Terminata la parte teorica si passa alla pratica, con i "Noise Test" e "Tilt Test" che valutano la rumorosità dello scarico e la solidità strutturale del prototipo inclinato di 45°, oltre che l'assenza di perdita di liquidi. Chiude il "Rain Test", che valuta l'isolamento del prototipo dagli agenti atmosferici e l'isolamento nel caso dei veicoli elettrici, per scongiurare qualsiasi rischio di folgoramento.

Formula SAE Italy 2017

…e dinamiche

Sicuramente più spettacolari a vedersi, le prove dinamiche mettono alla prova l’efficienza e le prestazioni dei prototipi in gara. Si va dalla classica "Acceleration", la gara di accelerazione, alle "Skid Pad", la prova che valuta quanto tempo l’auto impiega per percorrere un percorso ad "otto", e "Autocross", il giro secco su un percorso stabilito in loco. Chiude il programma la gara di "Endurance", che premia il prototipo più parco nei consumi su un percorso di circa 22 km.

Formula SAE Italy 2017

Banco di prova dal 1981

La Formula SAE nasce nel 1981 grazie alla Society of Automotive Engineers (SAE), con l’intento di creare un campionato competitivo per cui gli studenti si trovino coinvolti nella progettazione e nella realizzazione di un prototipo monoposto da competizione con precisi vincoli tecnici ed economici e destinato a un’eventuale commercializzazione. Economia che gioca un ruolo fondamentale - non a caso studenti di economia affiancano i colleghi ingegneri - all’interno della competizione, con l’auto che deve essere realizzata come se fosse commissionata da un’azienda esterna con precise istruzioni in termini di prestazioni e sicurezza. L’appuntamento italiano, che comprende anche il campionato dedicato alle monoposto elettriche (Formula Electric Italy), dal 2017 è organizzato da ANFIA, organizzazione portavoce delle principali aziende che operano nel settore automotive italiano, con il supporto di main sponsor del calibro di Abarth, Dallara e Bosch.

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