Il piano industriale Track25 presentato a Goodwood

Dal 2011 a oggi McLaren non ha smesso di correre, riprendendosi il suo posto nell’Olimpo dei costruttori più veloci del mondo. La Casa inglese conta infatti su una gamma di sportive che se la giocano con nomi come Ferrari e Porsche. Proprio con queste 2 concorrenti a Woking hanno dato vita alla prima generazione di hypercar: Ferrari LaFerrari, McLaren P1 e Porsche 918 Spyder. Auto potentissime e velocissime che, almeno per quanto riguarda gli inglesi, avranno un’erede. Quella della P1 è stata annunciata in occasione del Goodwood Festival of Speed (dove ha debuttato la 600LT), assieme ad altri 17 modelli in arrivo da qui al 2025. Tutti elettrificati e senza SUV.

Super investimenti

Un obiettivo che rientra nel nuovo piano industriale chiamato Track25 che richiederà investimenti per 1,25 miliardi di sterline e che, almeno così sperano a i vertici della Casa, permetterà di superare le 6.000 unità prodotte all’anno. Tutte auto prodotte rigorosamente all’interno del McLaren Production Centre di Woking, con un particolare occhio di riguardo alla leggerezza. Per questo la Casa inglese investirà 50 milioni di sterline nel McLaren Composites Technology Centre, nuovo centro di ricerca e sviluppo focalizzato unicamente sui materiali leggeri da adottare sull’intera gamma.

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In pista a emissioni zero

Una leggerezza che aiuterà piacere di guida e prestazioni, quest’ultime garantite anche dall’elettrificazione. L’adozione di motori elettrici infatti non sarà incentrata sull’abbattimento di consumi ed emissioni, ma per andare ancora più forte in pista. L’obiettivo è quello di creare nuove batterie leggere, con tempi di ricarica estremamente ridotti e in grado di permettere di girare in pista a emissioni zero per 30 minuti circa. La spinta tecnologica di McLaren sui futuri modelli riguarderà anche il software, con la possibilità di aggiornare i vari sistemi con tecnologia Over The Air (OTA), ovvero scaricando il tutto dal cloud, senza dover più andare in officina. Una gran comodità che richiederà però protocolli di sicurezza a prova di hacker: ecco perché a Woking investiranno tempo e denaro anche in tema cyber sicurezza.

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