L'azienda inizierà a costruire entro poco tempo un nuovo stabilimento a Shanghai, che una volta a regime produrrà fino a 500.000 auto l'anno

Elon Musk ci ha abituato da tempo ai colpi di scena, come quello di costruire un lanciafiamme o tunnel sotterrati per decongestionare alcune metropoli statunitensi. Nessuno però è rimasto sorpreso dall'annuncio di martedì 10 luglio, quando il fondatore e numero uno della casa giapponese ha stretto accordi a Shanghai per realizzare il primo stabilimento della Tesla al di fuori degli Stati Uniti, una fabbrica gigantesca in Cina che una volta a pieno regime (nel 2022/2023) “sfornerà” 500.000 vetture l'anno. Musk è stato fra i primi manager ad approfittare delle nuove regole fissate in Cina, dove dagli scorsi mesi è possibile per le aziende estere produrre in Cina senza formare una joint-venture con produttori locali.

Un potenziale di 1 milione di auto l'anno

L'impianto sorgerà nell'area di Shanghai e sarà costruito non appena le amministrazioni coinvolte forniranno i permessi. Bloomberg ipotizza che i lavori dureranno circa 2 anni, al termine dei quali verranno costruite le prime auto nel 2020, ma l'imprenditore di origine sudafricana dovrà attendere almeno fino al 2022 o 2023 prima che la fabbrica entri a regime e costruisca le 500.000 auto l'anno previste sulla “carta”. Alla luce del nuovo investimento (le cifre non sono state rese note) Tesla passerà da costruttore relativamente di nicchia e gigante del settore, perché la fabbrica cinese lavorerà insieme a quella analoga di Fremont, in California, anch'essa studiata per un massimo di 500.000 vetture l'anno. Il potenziale quindi è di circa 1 milione di auto l'anno, nonostante quelle costruite da gennaio a giugno siano state “appena” 88.000.

Tesla Model S 75D

Un assist dalla Cina

Musk non può considerarsi pessimista, alla luce degli ambiziosi programmi in Cina nel campo delle nuove tecnologie (auto elettriche comprese). Il piano Made in China 2025 prevede infatti che da qui ai prossimi sette anni l’80% di componenti high-tech (come i semiconduttori), forniture per energie rinnovabili e veicoli di nuova generazione (come le auto elettriche) dovrà essere costruito in Cina, motivo per cui i leader politici hanno deciso di attrarre nuove aziende sacrificando la norma che le avrebbe obbligate a stringere accordi con produttori locali per basare una fabbrica nel paese. Produrre in Cina sarà inoltre molto più conveniente, alla luce della guerra commerciale in corso con gli Stati Uniti che ha già portato ad un aumento dei prezzi: dopo l'entrata in vigore dei dazi in Cina su prodotti costruiti negli Usa, il prezzo della Tesla Model S 75D nel paese del Dragone è passato dall'equivalente di 114.670 a 141.900 dollari.

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