La spiegazione ufficiale è che lo spostamento da gennaio a giugno del Salone di Detroit servirà per tagliare i costi. Quella ufficiosa (ma accreditata dai più) tira in ballo la popolarità della rassegna, fra le principali esposizioni di auto nuove negli Stati Uniti e al mondo, in picchiata complice il successo delle rassegne sulle nuove tecnologie, di eventi specifici organizzati dai singoli costruttori e il declino degli eventi di questo tipo, diventati troppo costosi da organizzare e fuori “moda” al tempo di internet. E' per questi motivi che gli organizzatori del Salone di Detroit hanno deciso di posticipare la rassegna a partire dal 2020, scegliendo di farla slittare da inizio gennaio a giugno.

Nel 2019 mancheranno Audi, BMW e Mercedes

Il Salone di Detroit è stato per decenni l'appuntamento iniziale dell'anno per molti costruttori, che mostravano nei primi giorni di gennaio (la scorsa edizione si è svolta dal 13 al 28 gennaio) alcune grosse novità. Da qualche tempo però la fiera ha subito la concorrenza del CES di Las Vegas, una rassegna dedicata alle nuove tecnologie che molte case automobilistiche hanno iniziato a preferire perché seguita da appassionati più giovani rispetto a quelli che si recano ai saloni tradizionali, rassegne incapaci di rinnovarsi e star dietro al cambiamento dei tempi e delle tecnologie. Non a caso mancheranno alla prossima edizione del Salone di Detroit tre pesi massimi come Audi, BMW e Mercedes. A ciò si aggiungono i costi esorbitanti per la preparazione e l'allestimento delle auto e della fiera e la concorrenza di eventi dedicati, sulla scia di quanto fatto da Apple, che per avere visibilità mostra i suoi prodotti in eventi esclusivi e non in fiere di settore.

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Il futuro dei saloni è all'aperto?

Va detto però che il Salone di Detroit ha richiamato pur sempre 809.161 visitatori a gennaio 2018. Alla luce di questi numeri non è corretto parlare di rassegna in crisi, ma è evidente che gli organizzatori hanno deciso di mescolare le carte e provare a rinnovare la fiera per non farla “soccombere” in ottica futura. La scelta di spostarla in estate non è stata casuale, perché nelle intenzioni c'è l'idea di coinvolgere maggiormente i visitatori con attività all'aperto, sul modello di quanto visto in due fra le più fortunate esposizioni di auto nuove al mondo: il Festival of Speed di Goodwood e il Salone Parco Valentino di Torino, due rassegne che hanno saputo intercettare i gusti dei visitatori e si stanno affermando a scapito di fiere storiche. Per questo vi chiediamo: i saloni “classici”, come quelli di Detroit o di Ginevra, sono passati di moda oppure hanno ancora qualcosa da offrire?

Fotogallery: Detroit Auto Show 2020