In caso di sinistro col cellulare in mano, un provvedimento per fare chiarezza sulle cause

Causi un incidente grave dovuto a distrazione? A Trento e Bolzano indagano se la causa sia lo smartphone. Più precisamente, ai arriva al  sequestro del cellulare per capire se, al momento del sinistro, il guidatore aveva il telefonino in mano: comportamento vietato dal Codice della Strada. È quanto dispone la direttiva delle Procure della Repubblica di Trento, Bolzano e Rovereto adottata in previsione dell’intensificarsi del traffico sulla rete viaria regionale durante il periodo estivo. Così, Trento e Bolzano seguono una pratica già consolidata a Torino e, da inizio luglio, a Pordenone: se ci sono feriti o morti, si indaga.

Quale obiettivo

“L’iniziativa - spiega una nota della Procura - è stata sollecitata dal Procuratore Generale, Giovanni Ilarda, che ha evidenziato come secondo le più recenti rilevazioni del ministero dell’Interno l’uso inadeguato del cellulare e l’alta velocità rappresentano le cause principali degli incidenti più gravi e che, purtroppo, dopo un lungo trend positivo, nell’ultimo semestre dell’anno 2018 si è registrata una preoccupante inversione di tendenza". Rammentiamo infatti che è vietato al conducente far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore. È consentito l'uso di apparecchi a vivavoce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive a entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l'uso delle mani).

Quali multe

Per chi guida con smartphone in mano, scatta per prima cosa una multa di 161 euro, più il taglio di 5 punti-patente: la sospensione della patente da uno a 3 mesi avviene solo alla seconda infrazione nel biennio. In caso di incidente, meglio collaborare subito con le Forze dell’ordine esibendo cellulari (e potenziali distrazioni tecnologiche, come i tablet) con relativi codici di sblocco. Il rischio per i soggetti non collaborativi è di essere sottoposti a perquisizione personale con sequestro di tutti i dispositivi e dello stesso veicolo.

Al semaforo

È opportuno anche ricordare che, se si è fermi al semaforo, comunque c’è il divieto di tenere lo smartphone in mano: questa l’interpretazione principale delle norme. Dettata dal Tribunale di Torino (sentenza 3904/2012): “L’impegno di una delle mani sul telefonino incide sulla sicurezza nella circolazione del veicolo, implicando comunque un disturbo e una maggiore e minore deviazione della concentrazione alla guida del conducente. E comunque potendo implicare una situazione di possibile pericolo, per esempio un ritardo nell’azionare i sistemi di guida al momento in cui scatta il verde”.

Leggi anche:

Riforma del Codice della Strada?

In passato, diversi disegni legge prevedevano la sospensione della patente alla prima infrazione per guida con smartphone: nessun progetto è mai divenuto legge. Non resta da vedere se, nel pacchetto sicurezza del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, c’è questa norma: un giro di vite contro i sinistri da distrazione. È infatti allarme: salgono le vittime (3.378 nel 2017, ossia il 2,9% in più del 2016), pur se diminuiscono di un nonnulla sia gli incidenti (174.933) sia i feriti (246.750). Mentre i costi sociali sono stimati in 19,3 miliardi di euro, cioè addirittura l’1,1% del PIL nazionale. Distrazione, mancato rispetto della precedenza o del semaforo, velocità troppo elevata si confermano le prime tre cause di incidente (complessivamente il 41% delle circostanze).