Circa 60 tra Lamborghini, Porsche e BMW importate illegalmente sono state fatte a pezzi da un bulldozer

Il crimine non paga. Un detto che vale più che mai nelle Filippine, dove se ti beccano a importare illegalmente auto non solo devono pagare salate multe, ma assistere alla demolizione del proprio gioiellino su ruote. Un’usanza messa in atto dal presidente Duterte per la prima volta a febbraio e ripetuta negli scorsi giorni, come documentato dal video del Daily Mail che trovate qui sotto. AAA: astenersi appassionati di auto particolarmente sensibili.

Guerra alla corruzione

Bisogna però prima fare un passo indietro e spiegare il perché di tale atto. Dal 2016, anno dell’elezione del presidente Duterte, le Filippine hanno dichiarato guerra a droga e corruzione. Corruzione che riguarda anche funzionari doganali che, in cambio di mazzette, lasciano entrare nel Paese auto di lusso senza far pagare le onerose tasse di importazione (i tanto discussi dazi che stanno facendo litigare Stati Uniti e resto del Mondo). Secondo la legge infatti importare auto comporta numerose spese: 40% di tassa doganale, 10% di IVA e tra 10 e 100% della “Ad Valorem Tax”, che varia a seconda della cilindrata e della potenza dell’auto.

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Così tutte le auto importate illegalmente, spesso e volentieri firmate da brand di lusso, vengono sequestrate e ridotte in rottami da un grosso bulldozer. Nessuna asta come avviene in altri paesi, ma una punzione che, nell’ultimo caso, ha visto distruggere 60 auto e 8 moto per un valore totale superiore ai 5 milioni di euro.